Cultura

Quel viaggio di Alessandro colmo di speranza

caponio

Un lungo applauso da parte di tutto l’Auditorium del Liceo cassanese “Leonardo da Vinci”, stracolmo di persone, ha salutato ieri sera Alessandro Caponio che via “Skype” è apparso in video da Cracovia, al termine del lungo viaggio che l’ha condotto da Cassano fino al campo di prigionia di Auschwitz, in Polonia.

Un applauso che avrebbe voluto essere un abbraccio, persona per persona, per questo cassanese che ha percorso in un mese oltre duemila in bicicletta per consegnare un alberello d’ulivo al Direttore del Museo dell’Olocausto di quel campo, in segno di pace.

Una pace che è formalmente garantita in questi tempi, però, di conflittualità che ogni giorno il Mondo vive e che Papa Francesco ha definito “Terza Guerra Mondiale”.

In onore di questa idea incarnata dal giovane cassanese, l’Associazione “Musicamondo” in collaborazione con il Comune di Cassano e del Liceo hanno organizzato ieri “Giorno della Memoria”, un concerto musicale al quale hanno preso parte il coro degli allievi del Piccolo Conservatorio con brani della tradizione ebraica; Pasquale Maglione (chitarra) e Francesca Chiarullo (clarinetto) e l’Eurochestra da camera di Bari diretta dal maestro Francesco Lentini.

Musica per accompagnare parole di solidarietà e speranza perché la pace vera e duratura possa tornare nel Mondo sotto il segno di quella memoria che il campo di Auschwitz ancora oggi testimonia.

La Dirigente del Liceo Daniela Caponio, il sindaco Vito Lionetti e l’assessore Francesca Pietroforte della Città Metropolitana di Bari hanno, infatti, sottolineato nei loro interventi la necessità che gesti simbolici come quello di Caponio possano far riflettere tutti noi nelle scelte quotidiane per costruire un futuro migliore che tragga spunta dalle lezioni del passato.

Sono la conoscenza, la cultura, la musica – per Alessandro – le chiavi per costruire una Europa senza più paura né diffidenze.

“L’ho attraversata –ha detto nel suo intervento da Varsavia – e dovunque mi accorgevo della voglia di conoscere e allo stesso tempo della diffidenza  di chi non mi conosceva, una generosità, però, che subito si schiudeva quando ci si conosceva e si dialogava”.

Nei prossimi giorni Alessandro tornerà in Italia, stavolta in aereo, e ad attenderlo ci saranno i suoi affetti e amici di sempre: sicuramente sarà un pò cambiato ma la speranza e che lo si sia anche noi, dopo la sua esperienza.

 

Fotografie di RAFFAELE FIANTANESE

 

 

 

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