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Vito Signorile e “U Prengepine” a “La casa sull’albero”

vito signorile

 

Una icona del teatro barese e non solo. Attore, regista, autore e imprenditore teatrale, Vito Signorile sarà a Cassano sabato 19 marzo, presso la libreria “La casa sull’albero” (in via Gramsci n. 55) per presentare il suo ultimo lavoro “U Prengepine”, che tanto successo sta riscuotendo fra i lettori pugliesi e non solo.

“U Prengepine”, traduzione barese a cura di Vito Signorile del capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, edito da GelsoRosso, nasce da una idea di Angela Lomoro e anche lei interverrà alla serata in libreria.  

La traduzione barese, che si affianca con delicatezza alle altre 253 traduzioni dell’opera, si dimostra, ancora una volta, un vettore, una mano tesa. Vito Signorile, accanto agli altri traduttori, ha voluto trasmettere un messaggio essenziale e questa nuova traduzione porta con sé la possibilità di rendere intellegibile un testo che solo i francesi, originariamente, potevano capire. La traduzione barese ci “conduce attraverso” la possibilità che il futuro della cultura risieda nella provincia, lontano dalla pigrizia ed apatia prodotte dalla modernità e dal caos delle città.

Vito Signorile, attore e fondatore del Teatro Abeliano di Bari, crede tanto nell’importanza del dialetto e nella sua potenza comunicativa. “Il dialetto, come tutta la parte migliore della nostra tradizione popolare – ha detto in un recente incontro a Santeramo in Colle – è importante per conoscere le nostre radici e costruire un futuro migliore.  E’ una lingua che va oltre la comunicazione, è l’unica lingua che ti consente di affrontare tutta la gamma di sentimenti. Questo mistero ci è stato precluso da un peccato di orgoglio di genitori ed insegnanti che hanno sempre declassato il dialetto delle nostre zone a lingua dei ceti  bassi e del popolino. Oggi però si assiste ad un risveglio, a un nuovo interesse verso il dialetto inteso come nuova lingua, la cui conoscenza va accostata a quella dell’italiano e di una lingua straniera. Occorre solo sciogliere il dilemma di come il dialetto si scriva, evitando termini arcaici e desueti e ricorrendo a quelli più attuali”.

Appuntamento a sabato alle ore 18.30.

 

 

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