Attualità

Annuncio privato sul sito del Comune: qualche precisazione

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Il Comune di Cassano non ha alcuna intenzione di rimuovere l’annuncio di Corsi per agenti di Polizia Locale che campeggia da qualche giorno sulla pagina principale del sito internet istituzionale.

Nonostante la segnalazione di questo giornale, infatti, l’annuncio è ancora lì e a nulla sono valse le proteste dei cittadini e di molti fra i lettori di questo giornale che si chiedono come sia possibile che una ditta privata (una associazione, in questo caso) possa promuovere su un sito di un ente locale una attività a pagamento.

Risposte da parte del Comune non ce ne sono, come quasi sempre accade.

Dato, però, che qualche nostro lettore vorrebbe darci lezioni di giornalismo, fra l’altro non richieste anche perché non si sa da chi arrivano, proviamo a fornire qualche elemento in più che emerge dalla attenta lettura della documentazione presente sul sito.

Chiarito che ad organizzare i Corsi è una associazione di Monselice (in provincia di Padova), la C.S.F.O. (Centro Studi Formazione Orientamento). La C.S.F.O. è una organizzazione no-profit che tuttavia realizza corsi a pagamento: quello pubblicizzato sul sito del Comune pare costi circa 1.000 euro per 40 ore di lezione.

Alla lettera R del Bando, infatti,  il richiedente deve dichiarare “Di essere a conoscenza che il corso viene co-finanziato dagli Enti Locali convenzionati con il C.S.F.O. e che la quota di iscrizione, tutoraggio e materiale di studio a carico del sottoscritto è pari a € 1.000,00”.

Anche ammettendo che i comuni possano stipulare convenzioni di tal genere (il che è tutto da verificare) l’annuncio si potrebbe ritenere legittimo in virtù di una convenzione in essere con il Comune di Cassano delle Murge. Convenzione, invece, che non c’è né c’è mai stata.

In assenza di un qualsiasi rapporto legittimamente costituito tra il Comune e la C.S.F.O. in data antecedente la pubblicazione, quindi, l’annuncio serve a favorire gli interessi privati (dell’associazione) attraverso i mezzi e le strutture pubbliche del comune.

Quale interesse, allora, ha il comune di Cassano avrebbe nello “sponsorizzare” i corsi tenuti da tale associazione, che sicuramente non è l’unica?

Dobbiamo forse pensare, invece, che l’interesse non sia dell’ente ma di qualche amministratore comunale in rapporti di amicizia o di lavoro con la C.S.F.O.? Che sia stato messo a disposizione il sito del Comune per far pubblicità ai Corsi?

Sarebbe un fatto ancor più grave, dato che verrebbero utilizzati strumenti e mezzi (informatici) pubblici per questioni private. L’ANAC di Raffaele Cantone forse avrebbe qualcosa da ridire su questo comportamento…

I consiglieri – di maggioranza e di opposizione – che vorrebbero vederci chiaro su questa vicenda, ammesso che interessi – potrebbero richiedere alla Segreteria la lettera di richiesta della C.S.F.O. alla pubblicazione per verificare se non ci sia stato un qualche interessamento da parte di qualche amministratore cassanese o di qualche impiegato-funzionario del Comune.

Ma c’è di più.

Secondo una costante prassi e giurisprudenza, quelle graduatorie (gestite da un ente privato) non possono essere utilizzate per l’assunzione diretta in un ente pubblico in quanto tutte le procedure di selezione devono essere gestite dall’ente stesso e qualora le volesse utilizzare deve farlo mediante emissione di bando pubblico.

Gli attestati di corsi come quelli proposti dalla C.S.F.O. possono semmai essere riconosciuti in sede di partecipazione ai concorsi, qualora il bando lo specifichi.  

Fra l’altro desta qualche perplessità leggere, nel bando, riferimenti normativi (“il comma 7 dell’art. 76 del D.L. 25 Giugno 2008, n. 112…) abrogati ben due anni fa (dal D.L. 24 Giugno 2014, N. 90, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 Agosto 2014, N. 114): che tipo di preparazione offrirà una associazione del genere, che non si rende conto di commi e leggi abrogate?

Questo, però, è un altro discorso che ci interessa fino ad un certo punto.

Quel che preme è che si fa un uso privatistico di un bene pubblico e anche quando ciò lo si fa osservare si viene tacciati per denigratori e menzogneri. Alla faccia della decantata e mai applicata “partecipazione alla vita socio-politica” degli amministratori di turno!

 

 

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