“Casa Bianca”: un anno di nulla. E adesso?

Scaduto definitamente il contratto con il Comune dell’ex “Casa Bianca”, la clinica privata convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale facente parte del Gruppo “Villa Maria”, con sede a Lugo (Ravenna).
Nello stabile attiguo a piazza Dante, per oltre 20 anni “Casa Bianca” ha rappresentato un punto di riferimento per la sanità locale ma, com’è noto, da qualche mese lo stabile è vuoto perché la Direzione dell’istituto medico ha deciso di unificare tutto presso la struttura che il Gruppo ha a Conversano.
L’immobile, infatti, è rimasto per quasi un anno vuoto e inutilizzato, anche se presidiato da agenti di un Istituto di Vigilanza privato, per scongiurare eventuali furti o atti vandalici essendo la struttura completamente vuota.
Lo scorso 30 ottobre, però, il contratto è definitivamente scaduto e dunque l’immobile è ora nella disponibilità del Comune di Cassano.
E’ trascorso un intero anno, quindi, senza prospettare alcuna idea, alcuna ipotesi di utilizzo, senza ascoltare minimamente la voce dei cassanesi che pure avrebbero potuto indicare qualche alternativa all’utilizzo di quell’immobile. Nulla di nulla.
Che cosa ne sarà della struttura non si sa.
Nelle scorse settimane, il Gruppo Consiliare del Partito Democratico aveva scritto al Sindaco Lionetti sollecitandone un interessamento vivo presso la Asl rispetto al futuro della struttura. A quanto ci risulta, Lionetti ha scritto all’Asl Bari ma per adesso risposte non ce ne sono. D’altra parte nella vicina Acquaviva delle Fonti sono quattro anni che il Sindaco Davide Carlucci sta cercando disperatamente di far utilizzare dalla Asl alcuni immobili del vecchio Ospedale “Miulli” ma per adesso ci sono solo promesse.
A Cassano l’Azienda Sanitaria ha tre strutture: una di proprietà, quella in piazzale Tampoia e due in fitto, ovvero gli uffici del Consultorio e i locali in via Laudati per le sedute fisioterapiche. Si tratterebbe, quindi, di unificare in un solo plesso, quello, appunto di piazza Dante, i servizi dislocati nelle tre diverse unità immobiliare e di pagare al Comune, anziché a due privati, l’affitto dell’immobile.
Più facile a dirlo che a farlo.
La cosa che ancora una volta stupisce è che sia trascorso un intero anno in attesa di non si sa che cosa o di chi e soprattutto nel silenzio più assoluto: come se quell’immobile fosse di proprietà di pochi “capetti” che governano il Comune e non dell’intera comunità cassanese.
Ancora una volta p del tutto assente il confronto con la comunità, con le sue idee e per indicare nuove prospettive: prodromi di quello che accadrà con la Fondazione Maugeri fra qualche tempo…