Cronaca

Due mamme cassanesi disperate. Senza sussidio

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“Lo sai cosa ho messo a tavola a pranzo, per i miei quattro figli? Un pezzo di pane vecchio di tre giorni e una cipolla bollita a testa….e stasera non so se riuscirò a mangiare”.

Al cronista che questa signora cassanese ha chiamato per raccontare la sua storia di tremenda povertà e umiliazione sembra quasi non crederci. Perché di povertà si sente parlare o discutere ma quando la tocchi con mano, è tutta un’altra storia.

Qui, poi, le storie sono due:  quelle di due donne, amiche nella disperazione quotidiana fatta di ricerca di un lavoro, di un pasto caldo da portare a casa, di qualche euro per comprare il necessario.

Mina (nome di fantasia per tutelare la sua reale identità) ha 46 anni, è di Cassano; vive in una piccola casa con suo marito disoccupato e i suoi quattro figli: due gemelli di appena 10 anni e altre due ragazzine di poco più grandi, di cui una invalida dalla nascita. Fa lavori saltuari, dove trova, accontentandosi di tutto, anche di elemosina “perché il mio primo pensiero è sfamare i mie bambini”, spiega.

Anna (anche qui un nome inventato, anche se la storia è reale) ha dieci anni in meno della sua amica e non è nata a Cassano ma in questo paese ci vive da sempre; sposata anche lei, con un marito che da poco ha perso il lavoro, ha 3 bambini piccoli di cui due frequentano la scuola elementare.

Tutte e due, assieme alle loro famiglie, hanno bisogno di tutto ma soprattutto del calore di un pasto caldo, di un gesto di attenzione. Anche da parte delle Istituzioni.

Da ottobre scorso, hanno presentato in Comune una richiesta di sussidio. La situazione economica pare fosse diventata insostenibile in casa e si sono decise, così, a chiedere l’accesso ai contributi che l’Ufficio Servizi Sociali cassanese mette a disposizione delle famiglie bisognose.

Pur con tutti i requisiti per avere quel minimo di sostegno mensile (al massimo 150 euro), le famiglie di Mina e Anna non possono ricevere soldi: sono finiti e per via della chiusura dei conti da fare, per legge, entro il 15 dicembre, il Comune non può più erogare 1 euro. Una situaizone complicata anche dall’arrivo del Commissario Prefettizio dato che il passaggio di consegne ha inevitabilmente rallentato il lavoro degli uffici, anche di quelli che devono rispondere ai bisogni immediati delle persone.

Le due donne, questa mattina, sono state ricevute in Comune dalla Responsabile dei Servizi Sociali, Giovanna di Gregorio, che ha spiegato loro più volte la situazione di impossibilità nell’aiutarle se non ad anno nuovo.

“Nel frattempo, cosa diamo da mangiare ai nostri figli?” chiedono Anna e Mina. 

E al di là dei toni esasperati e comprensibili delle mamme e dei pur necessari passaggi burocratici, la domanda resta senza una risposta.

 

 

 

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