Scomparso Bartolo Lanzolla,già sindaco di Cassano

I percorsi della vita sono spesso intrecciati alle vicende politiche personali e di una intera comunità, cittadina e nazionale.
Succede così che mentre l’Italia ricorda il 39° anniversario dell’uccisione di Aldo Moro per mano della Brigate Rosse, nello stesso giorno se ne va un nostro concittadino che di Moro fu amico, estimatore e grande elettore: Bartolo Lanzolla, medico chirurgo cassanese, colonna della locale Democrazia Cristiana e Sindaco di Cassano negli anni ’60.
Nella foto sopra (tratta dall’archivio privato di Tonino Giorgio e pubblicata su “L’Obiettivo” del settembre 2008), il dott. Lanzolla, Segretario della Dc cassanese e l’on. Moro, all’epoca Ministro della Pubblica Istruzione nel secondo Governo Fanfani. Era il 1958, in una delle tante visite che Moro faceva in Puglia ed anche a Cassano, per ritemprarsi all’aria pura della Murge e trovare tanti amici.
Bartolo Lanzolla, da poco medico, era già in politica e sull’onda dell’entusiasmo che Moro sapeva infondere ai suoi uomini, decise di candidarsi alle elezioni comunali del 1960.
La lista era un monocolore della DC (con 2 indipendenti del Pri) contro la lista del “Gallo” (che riuniva Pci e Psi e che aveva goveranto Cassano negli otto anni precedenti). La Democrazia Cristiana vinse e portò sedici consiglieri in maggioranza contro i quattro della minoranza.
Il 28 novembre Bartolo Lanzolla fu eletto Sindaco di Cassano, il primo della Democrazia Cristiana in era repubblicana.
Lanzolla fu un Sindaco dinamico, che seppe sfruttare tutte le opportunità che lo Stato Italiano, in pieno sviluppo economico del Paese, metteva a disposizione delle amministrazioni locali. Basti pensare che nel corso del suo mandato, l’Amministrazione Lanzolla avviò e completò la costruzione della attuale Scuola Media dedicandola a Vincenzo Ruffo; due scuole rurali – ora scomparse – per le famiglie che vivevano nelle campagne, affinchè anche quei bambini avessero una istruzione; furono completati i lavori della scuola elementare “Unità d’Italia”, il plesso che si trova in via Gramsci; acqua e fogna arrivarono in diverse zone del paese e in zona “Santa Lucia”; furono pavimentate e illuminate piazza Garibaldi e la Villa dei Caduti e quasi tutte le strade urbane, ed anche alcune extraurbane, furono bitumate.
Sempre in quegli anni fu completata la costruzione del Mattatoio Comunale, risistemato e illuminato il Cimitero su via Adelfia e costruiti alcuni complessi di “case popolari”: sopravvivono, ad esempio, quelle su via Grumo, alle spalle degli Uffici Asl, in piazzale Tampoia.
Risale a quegli anni, proprio in quella zona, la costruzione della Cantina e dell’Oleificio sociali a cui l’Amministrazione Comunale diede il proprio contributo, sostenendo lo sforzo imprenditoriale del fondatore Luca Gentile, realtà lavorative che ancora oggi danno lustro al paese.
Più contestata – naturalmente con gli occhi di oggi – l’abbattimento del complesso dell’ex Monastero delle Clarisse che avvenne proprio in quegli anni. Il grande convento occupava la zona dove oggi si trova l’asilo “Regina Elena”, la Sala Consiliare e la sede della BCC ed era di proprietà comunale. Ospitava una scuola, la Caserma dei Carabinieri e altri locali municipali ma il Comune, che ne era proprietario, decise di abbatterla e costruirci la nuova scuola materna, il Mercato Coperto – poi divenuto Sala Consiliare con uffici comunali – e piazza Rossani.
La politica conservativa di oggi vede con orrore l’abbattimento di quel complesso ma all’epoca evidentemente la sensibilità era diversa rispetto alle vetustà del passato.
Nel 1964, con le nuove elezioni, il dott. Lanzolla lascò la politica attiva, avendo vinto un Concorso pubblico per fare il medico di base e nel 1969 gli fu affidato, per la prima volta, anche il Servizio di Medicina Scolastica nel quale il medico cassanese profuse grande impegno per la cura e la prevenzione nei più piccoli.
La salma del dott. Lanzolla è presso la Chiesa del SS. Crocifisso; i funerali domani 10 maggio alle ore 16.00 in Chiesa Madre.