Politica

Una idea pazza e coraggiosa: è “Progetto in Comune”

progetto in comune foto di gruppo

Una “idea pazza e coraggiosa”, quella di Alessandro Salutari e di “Progetto il Comune”: portare nel pubblico quello che tanti, fra i candidati della lista civica per le Comunali 2017, hanno realizzato nel privato, gestendo budget milionari, organizzando gruppi di lavoro, progettando, ideando, strutturando percorsi e soluzioni per problematiche complesse.

Il candidato Sindaco di quella che è una delle più rilevanti novità politiche di questa campagna elettorale, parla ad un pubblico che ieri sera ha affollato il cinema “Vittoria” per ascoltare i sedici candidati – a favore dei diversamente abili uditivi c’era Marilena Del Medico, interprete professionista di lingua dei segni italiana – capire che cosa vorrebbero fare, una volta in Comune, per dare uno sguardo più lungo, oltre l’11 giugno.

E dal leader e ideatore del progetto, Dario Morgese a tutti i candidati, di proposte ne arrivano tante, per oltre due ore e mezza di kermesse politica, ondeggiante fra sogni realizzabili, prospettive concrete e numeri, tanti numeri. Qualche scivolone non manca, l’emozione è alle stelle ma il pubblico pare interessato ad ascoltare non tanto la critica verso il passato quanto quello che questa compagine vuole per il futuro.

“Dal 12 giugno – dice Morgese – tutto il lavoro che abbiamo fatto fin qui sarà a disposizione di chi governa, sia che si sia noi che a farlo siano altri” perché “Progetto in Comune” non ha lavorato per se stesso, per la lista ma per il paese, per dare una svolta attesa da anni e che ancora non si è verificata. “Progetto in Comune” è un percorso – aggiunge Morgese – e non è antipolitica ma una politica diversa, che parte dal basso, che ascolta il territorio, che mette attorno ad un tavolo le menti di vuole studiare e impegnarsi per il proprio paese”.

L’elettore ideale di questa lista, dunque, è che non si riconosce più nei partiti tradizionali, né in chi li rappresenta celandosi dietro sigle fintamente civiche ma che non per questo rinuncia a fare politica e che guarda oltre le elezioni perché “noi siamo un anello di congiunzione fra il passato e il futuro, fra chi sta in politica da decenni e che voterà per la prima volta”, chiude il fondatore di “Progetto in Comune”.

Sul palco si alternano poi gli altri candidati al Consiglio Comunale: da Mimma Rana che ha “deciso di non lamentarmi solamente ma provare a fare qualcosa” a Pino Ariano che nel programma ha portato tante idee per l’agricoltura;  “Cassano ha bisogno di cura e di salute”, dice poi  Angelica Paradiso mentre la necessità che si torni ad avere appartenenza al territorio in cui si vive è sottolineata da Marica Natuzzi. “No a interventi spot per rincorrere il finanziamento: occorre agire strategicamente sul territorio”, spiega Mauro Guaricci, ribandendo la necessità di interventi dai borghi al centro storico; un concetto, quello di riqualificazione urbana, su cui diversi candidati si sono soffermati, da Pier Paolo De Pasquale a Maria Antonietta Pedone che da Berlino, dopo una proficua esperienza lavorativa, ha scelto di tornare nella sua Cassano “perché non mi voglio rassegnare all’idea che resti in Italia solo chi accetta le logiche del sistema”, facendo emergere, dal suo discorso, uno dei capisaldi di “Progetto in Comune”: nessun ex amministratore cassanese in lista perché ciò avrebbe potuto essere un ostacolo al cambiamento poiché per il futuro di Cassano “è necessario lavorare con  le persone e con i loro bisogni oppure ogni progetto cadrà nel vuoto”, conclude la Pedone.

Oreste Iavazzo intervenuto con un video, data l’assenza per motivi lavorativi e Giuseppe Esposito, hanno posto l’accento sulla necessità di fare rete sul territorio, fra pubblico e privato, fra aziende e cittadini, fra privato sociale e associazioni se si vogliono raggiungere importanti obiettivi su turismo e lavoro.

Eventi, sport e cultura li annuncia nel programma Elisabetta Burdo, “stanca nel vedere il mio paese spegnersi”, paragonando Cassano ad una macchina “che va rimesso in pista”; molto dure, poi, le affermazioni di Antonio Paciolla che non risparmia nessuno nella sua invettiva, né amministratori né cittadini: “se non si può guadagnare, e capite cosa intendo, i progetti non sono interessanti per le pubbliche amministrazioni”, ha detto Paciolla, prefigurando scenari di malaffare che in questi anni avrebbero trovato casa in Comune; “faccio politica da sempre ma non nei partiti e anzi mi vergogno di questi partiti, sia a Cassano che a livello nazionale” ha affermato ancora il candidato al Consiglio, lasciandosi andare a considerazioni del tipo mai nessuno è andato a leggersi le carte in comune o quel che contiene il sito ufficiale dello stesso,  come dire: la storia comincia da qui, da noi e tutto il resto è noia!

Pacato ma fermo, ironico quanto basta, con qualche stilettata agli avversari e uno sguardo lunghissimo sul futuro di questo paese: ecco il candidato Sindaco Alessandro Salutari. 38 anni, laurea in Economia e tante esperienze lavorative sia in Italia che all’estero; inventore di una delle pochissime e funzionanti esperienze di microcredito nel Sud Italia (“Eticanonmente”), ora consulente finanziario.

Scelto dal gruppo (“è la squadra che sceglie il capitano, non il contrario”), Salutari spiega che il candidato Sindaco di “Progetto in Comune” non è mai stato annunciato prima perché lo si è deciso alla fine del percorso che ha condotto alla costituzione della lista e chi indicava Morgese confondeva il suo ruolo, meritorio, di aggregatore con quello del candidato allo scranno più alto del Municipio.

Non abbiamo partiti alle spalle, né pacchetti di voti, mogli, mariti o cognati –dice – ma una idea pazza e coraggiosa ovvero portare nel pubblico quel che con successo siamo riusciti a fare ne privato”.

Motivare i dipendenti comunali, riorganizzare la macchina burocratica, snellire procedimenti e adeguarli alle nuove norme; rispondere tempestivamente alle necessità dei cittadini, dialogare con loro: “non c’è bisogno di avere esperienza amministrativa per tutto questo – dice Salutari – ma la volontà di operare bene, di studiare, capire, approfondire, senza replicare logiche distorsive nell’assegnazione delle risorse”.

“Siamo liberi e umili”, dice riferendosi alla Lista e comincia a parlare di soldi, numeri e bilancio: “nan ge ste na lir’”, dice il candidato Sindaco in dialetto cassanese a significare che la situazione delle casse comunali, a suo dire, è tragica; ma su quei pochi soldi “dobbiamo attivare il Bilancio Partecipativo, dove a decidere la destinazione delle risorse siano i cittadini alle cui decisioni occorre dare seguito”.

Associazioni, Consulta (“svuotata”), volontariato, aumento dell’immigrazione: “dov’era la politica fino ad oggi? che cosa ha fatto su questi e altri temi?” si è chiesto il candidato Sindaco di “Progetto in Comune”, che senza mezzi termini ha affermato “non so cosa faranno o stanno facendo le altre liste, non sappiamo se ci sono scambi di denaro, di 50 euro, di apparecchi telefonici, di cene o pranzi ma sappiamo cosa vogliamo noi: mettere in difficoltà le vostre coscienze affinché scegliate con cura il futuro vostro e di Cassano, senza lamentarvi dopo il voto”. 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *