L’emergenza neve di gennaio costa cara ai cassanesi

E’ costata cara ai cassanesi l’emergenza neve del gennaio 2017. Non solo in termini di disagio, giornate lavorative e scolastiche perdute, malanni e bollette del gas per il riscaldamento stratosferiche, ma nel senso letterale.
Dato che il Comune di Cassano – retto all’epoca dal Commissario Prefettizio dott. Cappetta – sborserà la somma di 121mila 800 euro di cui ben 84.658,33 delle casse comunali e solo 37.141 grazie ai fondi messi a disposizione della Regione Puglia come contributo straordinario a causa della calamità.
A chi andranno a finire questi soldi, riconosciuti come “debiti fuori Bilancio” dal Consiglio Comunale dello scorso 31 luglio?
Principalmente alle aziende agricole cassanesi che misero a disposizione uomini e mezzi per sgomberare le strade dalla coltre bianca: praticamente tutte quelle interessate con importi che vanno da un minimo di 384 euro ad un massimo di 4mila euro, a seconda di quante ore lavorarono in quei giorni di freddo e gelo.
La parte del leone, però, la fanno le ditte edili – un paio cassanesi, altre di Gravina e Conversano – che porteranno a casa da un minimo di 10mila ad oltre 32mila euro, per aver messo a disposizione camion, ruspe e operai.
A queste spese si aggiungono, poi, lo smaltimento degli alberi e dei rami spezzati, la rimozione dei detriti delle pensiline crollate in piazza mercatale, la sostituzione di pezzi di tubazioni rotte presso i Borghi e le scuole nonché il vitto e l’alloggio per il personale della Forze Armate che contribuirono a superare l’emergenza.
Fatture, scontrini e ricevute che l’oramai ex Segretario Generale del Comune, Giovanni di Gregorio accoglieva e autorizzava fino a raggiungere i 121mila e 800 euro che in questi giorni vengono liquidati alle diverse ditte. Una cifra che avrebbe potuto essere ben diversa se solo si fosse pianificata in anticipo l’emergenza (basti pensare, ad esempio, che sul nuovo, costoso Piano di Protezione Civile, redatto da un esperto (!) il “piano neve” non c’è) e previsto una serie di circostanze, invece di chiamare all’ultimo momento – e con somme esagerate – chi doveva sgomberare le strade dalla neve.