Cronaca

Parcheggio selvaggio in piazza Aldo Moro

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A cosa servono quei segnali di divieto di sosta in piazza Moro? E la riparazione delle basole, recentissima, che funzione ha se non quella di spendere inutilmente soldi dei contribuenti cassanesi? “Facciamo una colletta ed eliminiamoli del tutto”!

La provocazione è del gruppo consiliare “Primavera Cassano” così come le foto che vedete a corredo di questo articolo: le ha postate ieri sulla pagina Fb richiamando uno scandalo che di mattina, di sera e di notte si ripete ogni giorno dinanzi agli occhi (impotenti, quando non complici) delle Istituzioni civiche (Il Municipio) e le forze dell’ordine (la Polizia Locale) in piazza Moro, cuore del centro storico cittadino.

Quello che una volta era il “salotto buono del paese”, si sta da tempo trasformando in un grande parcheggio, preda di automobilisti indisciplinati, in spregio di qualunque regola del vivere civile nonché della storia che quella piazza, quei palazzi e quelle chiese racchiudono.

 

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Ma d’altra parte coloro che dovrebbero vigilare sul rispetto di quei divieti di sosta, spesso volgono lo sguardo dall’altra parte: fanno finta di non vedere, tollerano oppure, scoraggiati, entrano in quei “palazzi del potere” e pensano ad altro: prima o poi quell’auto andrà via!

Peccato che subito dopo ne arriverà un’altra e un’altra ancora e come spesso accade l’imitazione anche di chi non rispetta la legge la fa da padrone.

Togliamo i divieti di sosta, apriamo ad un parcheggio, sferza il gruppo di Teodoro Santorsola che da vicesindaco dell’Amministrazione Gentile fu uno dei promotori della chiusura al traffico di gran parte della piazza, chiusura molto contestata dalle opposizioni dell’epoca (dove sedevano l’attuale Sindaco Maria Pia Di Medio e il consigliere Ignazio Zullo) che una volta in Municipio fecero togliere le famose “colonnine”  per “liberare Cassano”.

Come spesso accade, però, le intenzioni hanno svolgimento molto diverso nella pratica quotidiana e così da una piazza “liberata” si è passati ad una piazza nuovamente occupata, questa volta dalle auto.

 

 

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Potrà esserci una utile “via di mezzo” fra necessaria mobilità e rispetto delle regole e soprattutto della bellezza dei luoghi e della loro storia?

E’ così difficile rispettare un divieto di sosta?

O ci vuole sempre il Vigile pronto col fischietto in bocca a ricordarci che non siamo soli ma viviamo in una comunità?

E per chi ha il potere di sanzionare, è possibile chiedere che non si stanchi di farle rispettare?

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