Ciclovia dell’AQP, strumento a servizio del turismo lento

Una “macchina idraulica perfetta”, le cui opere possono oggi diventare un ulteriore volano per lo sviluppo turistico del territorio. Ecco cos’è l’Acquedotto Pugliese, che nel dopoguerra portò acqua e civiltà nella Puglia, il cui canale principale si presta a diventare una delle quattro più importanti ciclovie d’Italia.
Ieri sera, presso il GairdiLeo, a cura del movimento civico “Progetto in Comune”, in collaborazione con Nordic Walking Sud, LeoClub e Legambiente, terzo appuntamento con l’iniziativa “Il caffè delle buone pratiche” durante il quale si è parlato di questa importante attrattiva ciclo-turistica costituita dal canale principale dell’AQP che da Caposele a Santa Maria di Leuca corre per 500 km attraversando tre regioni.
Per due anni di seguito un gruppo di cicloamatori ha esplorato chilometro dopo chilometro il percorso, annotando bellezze e criticità, segnando sulla mappa i punti più difficili da attraversare, quelli che necessitano di manutenzione. Ne è nato un libro curato da Roberto Guido “Ciclovia dell’Acquedotto – Cicloesplorazione da Caposele a Leuca” che, ospite a Cassano, ha spiegato come nasce l’idea di utilizzare il canale come ciclovia, quali le caratteristiche e le ricadute sul territorio. Un “itinerario narrativo”, l’ha chiamato Guido, unico nel suo genere che attraversa Campania, Basilicata e Puglia mettendo in collegamento alcuni dei luoghi più affascinanti e ancora poco valorizzati della penisola, dall’ Alta Irpina al Vulture Melfese all’Alta Murgia fino alla Valle d’Itriaper arrivare all’entroterra del Salento.
“La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese – è stato detto nel corso della serata – non è solo un tracciato che mette in collegamento dei luoghi di particolare interesse turistico e culturale, ma è essa stessa esperienza di cicloturismo o cammino lento continua e lineare, unica nel suo genere. Le tante casette di ispezione, piccoli edifici con su impresso l’anno di costruzione e la progressione in km della condotta, ma anche le antiche fontanine di ghisa o i piccoli tombini circolari dell’acquedotto segnano già adesso il percorso. Segnaletica e fontane pubbliche d’epoca sono dunque già presenti in quello che potrebbe diventare il più imponente progetto di commistione tra paesaggio, archeologia industriale e viaggio esperienziale d’Italia”.
Cassano si trova in una zona privilegiata lungo questo itinerario: il percorso che attraversa la nostra zona è fra i meglio mantenuti e fruibili di tutta la ciclovia dunque si presta benissimo ad un immediato utilizzo ed a diventare un ulteriore tassello di un “turismo lento” verso il quale la nostra cittadina si sta cercando di incamminare.
Quali gli ostacoli, a questo punto?
Formalmente, ha detto Guido “il canale insiste su terreno demaniale, dunque pubblico e ne è gestore, non proprietario, l’AQP che è società per azioni ma con un socio unico ovvero la Regione Puglia. Si tratta, dunque, di proprietà pubblica tanto che l’attraversamento da parte di chiunque è ampiamente tollerato dall’AQP”. Che formalmente, però, pone ostacoli di non poco conto ad una piena fruibilità del bene.
I soldi stanziati dal Governo centrale nel 2017, le “pressioni” di parlamentari pugliesi e dei tanti gruppi locali nati “dal basso” e non ultimo l’aver inserito, da parte del Fondo Ambiente Italiano, la ciclovia fra i “Luoghi del Cuore” da votare in questo 2018, potrebbero far cambiare idea al Presidente Simeone Di Cagno Abbrescia?