Politica

Firmano senza leggere. E poi se la prendono con CassanoWeb

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Se dipendesse da qualche Consigliere di maggioranza, i cittadini cassanesi saprebbero davvero poco di quel che accade nel Palazzo Comunale.

Perché oltre a fare gli Assessori, i tecnici, gli scenografi, gli ideatori di eventi, i costruttori, gli strateghi da “play-station”, i costruttori di rotatorie, i vigili urbani, ecc. ecc. vorrebbero fare anche i giornalisti! Filtrando le notizie, ovviamente: dando al popolo (!) solo quelle news che effettivamente servono (!) alla vita quotidiana, eliminando tutte le altre cavolate,  soltanto “falsi scoop” (cit.) quando non proprio “fake news” come oggi si usa dire.

Già, perché a sentire gli sproloqui di alcuni Consiglieri, ieri in Consiglio Comunale, questo giornale avrebbe propalato bugie, notizie false e “falsi scoop” (cit.) scrivendo cose non vere a proposito della convocazione, in Prima Commissione Consiliare permanente, del dimissionario Consigliere Ignazio Zullo. Un errore materiale che comunque ha impedito ad un Consigliere (il subentrante Rocco Lapadula) di far parte della Commissione e portare il proprio contributo.

Fatto l’errore, la gente seria si prende la responsabilità, chiede scusa ai cittadini  e rimedia. Oppure circostanzia l’accaduto e chiede una rettifica al giornale che ha pubblicato la notizia.

Gli altri, invece, se la prendono con la stampa, ovviamente. Rea di aver pubblicato quel che forse doveva restare nascosto, probabilmente dimenticando che le sedute delle Commissioni Consiliari sono pubbliche così come i documenti prodotti in quella sede.

Per fortuna Costituzione Italiana, leggi e norme non sono cambiate e dunque chi è stato eletto dai cittadini, governa, o almeno ci prova; la stampa cerca di controllarne l’operato.

Ecco, allora, la prova documentale che Zullo in quella Commissione era stato convocato: o almeno così dice il verbale, sottoscritto dai tre Consiglieri di maggioranza (Pasquale Campanale, Francesco Cavalluzzi e Antonio Falcicchio).

A meno che i tre abbiano firmato senza leggere o senza capire quel che c’era scritto.

 

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