Politica

Le Regionali “cassanesi”: chi ha vinto, chi ha perso

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Urne chiuse e vittoria di Emiliano acquisita, con Cassano che conserva il “suo” Consigliere Regionale Ignazio Zullo, proviamo a fare una breve analisi dei dati, soprattutto in prospettiva che per noi cassanesi significa le Amministrative 2022.

Politicamente è indubbia la vittoria del Partito Democratico guidato a Cassano dalla Segretaria Enza Battista. Una giovane donna che si è caricata, meno di un anno fa, un partito allo sbando e non solo per vicende locali e che con un tenace lavoro, spesso silenzioso, ha ridato fiducia e prospettiva a iscritti e simpatizzanti dopo scelte non certo facili né felici (come lo staccare la spina all’Amministrazione Lionetti di cui era componente), determinata a dimostrare quel che vale.

Fatte le debite differenze fra diverse consultazioni, ricordiamo che il Pd cassanese alle Elezioni Regionali del 2015 conquistò il 12% delle preferenze e dunque il confronto con il quasi 19% di queste Regionali segna un +6,8% di consensi. Ancor meglio se si guarda alle Politiche di soli due anni fa con il Pd al 10% che raccattò poco più di 800 voti alla Camera e poco meno al Senato (con il 10,8%).

Certo, non è tutto merito della Battista e della sezione locale del partito se il Pd è in progressione: la spinta ad Emiliano viene da tutto il partito (nazionale e regionale) ma se si guarda alle percentuali di tanti altri Comuni a noi vicini, dove il Pd – al netto di candidati locali – non ha sempre brillato (Acquaviva: +4%; Santeramo: -9,4%; Sammichele: +3,2%; Gioia: -1,1%; Adelfia: -6,2%, ecc.) si nota la differenza del lavoro svolto. Anche perché i candidati su cui la Segreteria locale aveva puntato hanno avuto ottime “performance”: a Domenico De Santis (poi eletto) Cassano ha portato 300 voti e 146 ad Anita Maurodinoia (anche lei eletta). Meno bene Loizzo (fuori dai giochi, a cui Cassano ha portato 197 preferenze, ma spesso al di fuori del partito) mentre alla sua “partner di elezioni”, l’acquavivese Francesca Pietroforte sono andati 213 voti e anche se non eletta ha accumulato un ottimo capitale elettorale che non saprà non sfruttare.

A proposito di “capitale” politico. Se si guarda ai dati aggregati della coalizione del centrosinistra cassanese – ovvero al 18,8% del Pd, al 2,8% di “Senso Civico” (Pisicchio), al 2,2% di “Italia in Comune” (Del Re) e al 3,4% di “Emiliano sindaco di Puglia” (Giovanni Sardone) assieme alla galassia delle altre liste/sigle del centrosinistra – si arriva ad oltre 2.422 voti ovvero 164 voti in meno della coalizione di centrodestra (che ne somma 2.586) e senza considerare il 13,5% del Movimento 5 Stelle cassanese che sembra avviarsi ad alleanze organiche, anche localmente, con il centrosinistra.

Una buona base elettorale, dunque, fatte comunque le differenze di appuntamenti politici, perché il Pd torni ad essere il perno della politica cassanese a sinistra, attorno al quale costruire le Amministrative 2022. La presa di distanza da Teodoro Santorsola di “Primavera Cassano” di qualche giorno fa può essere letta anche in questo senso.

Per Ignazio Zullo in discorso è ambivalente. Essere confermato per la quarta volta consecutiva nei banchi di via Gentile – seppure all’opposizione, ma questo non dipende solo da lui – non è affatto facile. Certo, ancora una volta Cassano è stata avara di voti (anche se 1.126 voti non sono affatto pochi) e le preferenze sono in costante calo (-64 rispetto ai 1.305 di cinque anni fa) ma il riscontro avuto sul territorio è strabiliante (+2.579 voti rispetto al 2015) tenendo conto anche di “competitor” locali come l’ex Generale Silletti (di Santeramo) e nella Circoscrizione, quella di Bari, dove Fitto ha ottenuto il peggior risultato di tutta la Puglia (51% per Emiliano contro il 33% di Fitto).

Anche qui a destra è “Fratelli d’Italia” il partito attorno a cui si potrebbero costruire future alleanza di centrodestra cassanese.

Il partito della Meloni – di cui a Cassano è Segretario politico con delega Pasquale Di Canosa – con il suo 27,1% è il primo partito locale ma occorrerà vedere se un “fedelissimo” della Di Medio e del suo “entourage” vorrà creare una alternativa a chi, come il vicesindaco Angelo Giustino e l’Assessora Anna Maria Caprio (anche loro di “Fratelli d’Italia”), vorrebbe creare una continuità con l’Amministrazione attuale anche nel 2022, esclusa, ovviamente, la Di Medio che ad un terzo mandato seppure non consecutivo non ci pensa proprio.

Grande delusione. ma nelle previsioni, per il Movimento 5 Stelle: solo due anni fa (Politiche 2018) erano primi a Cassano con uno stratosferico 44,3% alla Camera e 45,2% al Senato, capaci di far eleggere due parlamentari (Angiola e Piarulli) e che ora si devono accontentare di poco più del 13,5% portato ad Antonella Laricchia. E cinque anni fa, alla Regionali il M5S cassanese era al 22%.

Ma per i candidati locali non c’è stato nulla da fare, per entrare in Regione: Rossana Angiulo ha ottenuto complessivamente 815 voti (di cui 208 a Cassano, con il 25,8% del totale preferenze) e Giorgio Lacasella 557 preferenze (di cui 193 a Cassano, il 24% del totale). Forse il loro essere stati molto distanti da Cassano in questa campagna elettorale li ha penalizzati oltremodo ma oggettivamente non si poteva chiedere loro di più, visto l’andamento generale.

Altro grande sconfitto Alfonso Pisicchio e il suo “Senso Civico”. Non tanto perché al momento non è neppure riuscito ad entrare in Consiglio Regionale, pur essendo Assessore uscente (ma la vicenda è ancora da valutare nella sua interezza) o perché ha “raccattato” a Cassano appena 97 voti (sui 4.453 complessivi): ne ha presi, per dire, più l’epidemiologo Lopalco (95) senza mai essersi fatto vedere a Cassano, quando invece Pisicchio è stato spesso “ospite” della nostra cittadina.

La sconfitta politica è della Sindaca Maria Pia Di Medio che appoggiava Pisicchio già da tempo, con tanto di foto e comunicati stampa promossi dalla Consigliera di maggioranza Francesca Marsico. Cinque anni fa Pisicchio conquistò a Cassano 102 preferenze nella lista “Puglia per Emiliano” ma da semplice Consigliere è diventato Assessore all’Urbanistica, ha provato a promuovere leggi importanti, ha avuto un filo diretto con il Comune cassanese ma tutto questo evidentemente non è bastato a smuovere la Di Medio che oltre a qualche post sui social e un incontro in un bar ha fatto davvero poco per quello che sembrava essere il suo punto di riferimento politico dopo la “sbandata” con “Fratelli d’Italia”.

Segnaliamo, poi, un vero e proprio “outsider” della politica cassanese: top-manager  nella vita lavorativa, appassionato di ciclismo, che ha provato a confrontarsi con le elezioni. Giovanni Sardone, barese di nascita ma con profonde origini locali (il padre era di Cassano), era con “Emiliano Sindaco di Puglia” ed ha raccolto 246 preferenze di cui 68 a Cassano. Ne sentiremo parlare (vedi considerazioni precedenti sul centrosinistra….).

Lapide tombale, infine, per i “renziani” di Italia Viva: fra il 2012/2013 avevano nelle mani il Pd (anche quello cassanese), oggi ridotti a 9 (nove) voti e con percentuale da prefisso telefonico: 0,32%!

 

 

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