VIESTI: “MEZZOGIORNO A TRADIMENTO” AL LICEO LEONARDO

E’ un mezzogiorno
tradito e poco conosciuto, quello descritto dal libro di Gianfranco Viesti nel suo libro “Mezzogiorno
a tradimento. Il Nord, il sud e la politica che non c’è” che l’autore ha presentato
nei giorni scorsi presso il liceo scientifico di Cassano:”Leonardo da Vinci”.
Viesti, docente di
Economia presso l’Università degli Studi di Bari, ha destato l’interesse dei
partecipanti, preoccupati ma al tempo stesso rincuorati dalle parole del
docente.
Dal dibattito è
risultato che in Italia esistono numerose divergenze fra nord e sud. Ad
esempio, la giustizia, da sempre considerata una” catastrofe umana”, è
migliorata per alcuni aspetti.
La criminalità in
Puglia è diminuita, sono aumentati i controlli da parte delle forze armate,
soprattutto per quanto riguarda l’arrivo dei clandestini al sud. Eppure,
i magistrati del sud, lavorano molto di più rispetto a quelli del nord, in
quanto il numero delle cause presenti nel loro entourage è maggiore rispetto al
numero delle cause dei magistrati settentrionali.
Nonostante tutto,
il divario fra nord e sud è ancora presente a parere dell’economista
barese.
Per quanto concerne il
sistema scolastico, considerato disorganizzato, sciatto e disomogeneo, ci sono
stati alcuni miglioramenti; ad esempio è aumentata la frequenza scolastica dei
ragazzi, soprattutto di quelli meridionali, è aumentata l’età media dei
frequentanti. Sono stati aggiunti nuovi corsi universitari,
eliminati corsi universitari considerati inutili.
Molti ricercatori
italiani vanno all’estero per cercare lavoro in quanto la ricerca non viene
finanziata qui in Italia (la cosiddetta “fuga di cervelli”) e spesso vengono
sottopagati.
Rimane il problema
dell’ereditarietà dei posti universitari. Secondo Viesti molti studenti
universitari decidono di seguire le orme dei propri genitori, per
accontentarli e il più delle volte sbagliano perché non seguono le
proprie ambizioni, i propri sogni. Ciò reca un danno alla società italiana in
quanto essi non svolgeranno mai il proprio lavoro per passione ma solo per
soldi, rischiando così di svolgere il proprio lavoro male, a volte mettendo a
rischio l’incolumità altrui. Basti pensare ai medici che svolgono il loro
lavoro, magari incuranti del reale stato di salute del paziente (malasanità).
Molti conterranei
credono che non ci sia più il tempo da dedicare all’Italia,
conseguentemente ai suoi problemi. Per questo motivo, essa viene considerata un
paese malandato, sfilacciato e pieno di problemi.
Il nord, a differenza
del sud, è sempre stato considerato più produttivo dal punto di vista
economico. Per non parlare dei problemi che la chiesa cattolica ha
dovuto affrontare nel corso degli ultimi anni, con il problema dei preti
pedofili e omosessuali.
Dal dibattito fra
studenti e docente è emerso che gli italiani vivono in un paese poco
patriottico ,un paese che pur avendo un patrimonio storico-culturale non
indifferente non viene apprezzato dagli stessi italiani, che preferiscono
andare in vacanza all’estero. Per affrontare i vari problemi che tormentano
questo paese, gli italiani dovrebbero mantenere la calma, dovrebbero uscire dal
solito luogo comune “L’Italia fa schifo”, dovrebbero superare i loro pregiudizi
e le loro nevrosi in modo tale da poter “costruire” un paese solido e
soprattutto capace di interagire e di integrarsi con gli altri paesi,
europei ed extraeuropei.