Politica

IL “MISTERO” DEL PDL CASSANESE

logo_pdl.jpg








Pasqua è il tempo dei
Misteri. Intesi come qualcosa che non si conosce ma soprattutto che non si
comprende, guardando e giudicando con criteri tutti e solo umani.

Fatte le debite
proporzioni e sperando che nessuno si offenda, vogliamo riflettere  – a proposito di Misteri – su quanto sta
accadendo al PdL cassanese.

Le polemiche che hanno
fatto seguito all’incontro al Cinema “Vittoria” da parte di Alleanza Nazionale
secondo cui questa testata avrebbe sbagliato i titoli, enfatizzato una riunione
fra amici, calcato la mano su un normalissimo incontro fatto passare come
“evento” ci hanno fatto riflettere e adesso, a bocce ferme e in attesa che dopo
Pasqua riprenda appieno l’attività politica anche locale, vogliamo capire e far
capire quanto è successo.

Dopo lo scioglimento di
Alleanza Nazionale del 22 marzo scorso e il suo conseguente confluire nel Pdl e
dopo il Congresso fondativo del Partito della Libertà la settimana successiva a
Roma, tutto sembrava cosa fatta.

Ed è così, in effetti.
Dappertutto. Tranne che a Cassano.

Eh sì, perché
evidentemente Cassano vive una condizione “speciale”, una sorta di
extraterritorialità tanto che c’è da chiedersi se il nostro paese faccia ancora
parte dello Stivale o se non si sia spostato in qualche Paese in via di
Sviluppo, tipo Africa o America Latina.

Quello che è normale,
lecito, fluido in altri comuni, da noi diventa un affare di Stato, una
operazione dai mille distinguo. Ma alla fine le domande si raccolgono in poche
parole: se Cassano è in Italia vuol dire che i vertici nazionali di AN
vorrebbero che anche a Cassano AN confluisca nel PdL. E, per confluire nel PdL,
c’é bisogno che venga qualcuno dal cielo per mettere insieme in una fusione a
freddo oppure è un riunirsi sotto gli stessi ideali perchè spinti da pulsioni
derivanti dal riconoscersi nei valori e nei principi del PdL e nel percorso dei
leaders?

In altre parole: perché
AN e il suo presidente De Candia dicono che dovranno essere le segreterie
provinciali di Bari a decidere sul PdL cassanese? Perché si parla di decisioni
che attendono di essere prese da Bari? Ma non era, questo, un Popolo delle
Libertà che viaggia verso il 51% dei consensi e che non ha bisogno di crismi
ufficiali per radunarsi, emozionarsi, sentire?

“Il PdL siamo noi” dice
in una intervista il vicesindaco Santorsola. Sì, ma noi chi? Solo AN, anzi solo
una parte di AN? E il popolo di Forza Italia? E i Circoli della Libertà? E il
Pri? Tutti fuori.

Il mistero si
infittisce.

Perché a ben guardare,
chi parla – ovvero gli organi dirigenziali di AN – dice delle cose ma poi ne fa
altre. Ovvero: se sono davvero loro il PdL, perchè continuano a presentarsi con
il simbolo di una lista civica? Entrino nel PdL, si presentino con quel
simbolo, dichiarino in Consiglio Comunale di appartenere al PdL. O no?

Se sono loro il PdL,
anzichè “confermare” la lista civica, dovrebbero avere a cuore il simbolo del
PdL. O no?

I tiranni hanno sempre
voluto omologare al proprio credo i sentimenti della gente, chi è per la
libertà ha il dovere di consentire la libera espressione dell’animo umano e del
suo sentire, da qualunque parte essa provenga e verso qualunque direzione vada.

Cassano con chi sta: con
i tiranni o con la libertà?

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *