MOBILE IMBOTTITO, LE PAROLE DEL PD SULLA CRISI IN UN INCONTRO A SANTERAMO

Mobile imbottito e la sua crisi al centro dell’incontro organizzata
dal PD, che si è tenuta ieri sera a Santeramo.
L’onorevole Ludovico Vico, responsabile PD dei
parlamentari pugliesi, afferma la volontà del partito a rimanere a fianco dei
lavoratori, ma a patto che tutte le parti coinvolte facciano il proprio dovere.
Si tratta di una battaglia con obiettivi comuni, come la tutela del distretto e
la diversificazione produttiva dei rami secchi, che non assicurano più profitti
sicuri. È la stessa situazione che il settore tessile sta vivendo a Prato, con
la differenza che in Toscana si è avuta la mobilitazione generale, qui non
ancora. Quando l’onorevole Vico parlava di fare il proprio dovere tutti, si
riferiva anche alla Confindustria, che deve partecipare alle trattative. Altro
soggetto in causa è l’azienda, che deve fornire risposte concrete a termini
come regolarizzazione, esternalizzazione. La possibile soluzione proposta da
Vico è l’applicazione della legge 181, che favorisce la riconversione e la
diversificazione produttiva. Situazione critica anche presso gli stabilimenti
Ferrosud, dove Trenitalia non ha più confermato le commesse.
europarlamentare PD ricandidatosi alle prossime europee, ha manifestato la
volontà di trattare il tema anche in sede europea, tanto che nella giornata di
martedì a Strasburgo si approverà il fondo di adeguamento alla crisi
industriale, per dare una boccata d’ossigeno alle imprese. Il 18 maggio si
discuterà a Bruxelles di una possibile alternativa ai licenziamenti, proponendo
i contratti di solidarietà. La differenza in busta paga sarà a carico del
governo nazionale. L’onorevole Lavarra lancia un guanto di sfida al centro-
destra, invitandolo a presentare provvedimenti concreti. Altra misura sarà la
tutela del made in Italy e i fondi per finanziare la ricerca e l’innovazione
tecnologica, studiando nuovi materiali come rivestimenti.
Mario Loizzo, assessore regionale ai trasporti, non
è nuovo alle crisi, avendole vissute nel settore metalmeccanico e chimico negli
anni scorsi. L’assessore propone come priorità la non dispersione dei posti di
lavoro. Tempo addietro, le industrie Natuzzi avevano sollevato il problema
delle infrastrutture. Problema risolto dove possibile, come per esempio a
Taranto, rimodernando il porto, o lungo le statali 96 e 99, o come per
l’interporto di Bari, garantendo per il futuro un sistema trasporti piuttosto
efficiente.
Sandro Frisullo, assessore regionale alle attività
produttive e vice presidente, ha raccontato degli incontri avuti in passato con
l’azienda, la quale ha sempre evidenziato la volontà di rimanere sul
territorio. In realtà dal piano industriale non si evince questo desiderio, ma
si parla di marketing e brand e mai di posti di lavoro. Sia chiaro che in
un’azienda il marketing è importantissimo, ma lo sono soprattutto i lavoratori.
L’assessore Frisullo si dice pronto finanziare progetti e piani industriali di
rilancio, ma pretende risposte concrete, affinché non si abbia un settore
produttivo assistito ad libitum. In
conclusione, il vice presidente pone una domanda: perché si è potuto salvare
Alitalia con i fondi FAS e non è possibile la stessa cosa con le industrie
Natuzzi? È lo stesso cartello che i lavoratori avevano esposto in occasione del
corteo del 1 maggio.
La conferenza si è conclusa con l’invito di Frisullo a una
mobilitazione generale.