GENTILE SI PRESENTA ALLA PROVINCIA. E SO’ MAZZATE A TUTTI!
Il tanto strombazzato arrivo di Enzo Divella, presidente uscente della Provincia di Bari, non c’è stato.
Sarà per questo che Gentile, in tutto il suo discorso di presentazione della propria candidatura alla Provincia con l’Italia dei Valori, non l’ha mai citato? Mai, neppure una volta; neppure per dire chi è il suo candidato Presidente. Si sarà offeso del fatto che Divella non è arrivato a presentarlo, così come invece aveva fatto con la lista di Rico Arganese, “ViVi Cassano”?
D’altro canto, ieri sera nel Cinema “Vittoria”, era in buona compagnia: neppure Maria Quatraro, che ha introdotto i lavori e l’onorevole Pierfelice Zazzera che li ha conclusi, hanno mai parlato di Divella.
Strategie comunicative a parte, la cronaca della serata parte dalla platea che ha contato circa 150 presenti tra santermani, dipendenti comunali, Lavoratori Socialmente Utili del Comune, la maggioranza consiliare capeggiata dal candidato sindaco di “Nuova Idea Domani”, Teodoro Santorsola ed un folto gruppo di simpatizzanti nonché molti curiosi arrivati per la performance oratoria dell’avvocato. Che non ha deluso il suo pubblico.
Comincia la Presidente del Consiglio Comunale
E’ toccato a Maria Quatraro introdurre Gentile: “la sua candidatura è il naturale punto di arrivo del suo percorso politico ed umano – ha spiegato – e sono convinta che le persone vanno votate non sulla base di quel che dicono ma di quello che riescono a fare”. E per Cassano Gentile ha fatto molto: “guardate…spesso si parla della asprezza di Giuseppe…ma molti non sanno che i suoi “no”, e di “no” ne ha detti tanti, sono costruttivi, non sono mai distruttivi; i troppi “sì” nascondono disinteresse verso la persona mentre è con i “no” che si va avanti”.
Guardando poi negli occhi il sindaco uscente e ricordando la sua storia politica, la Quatraro è stata lapidaria: “Dobbiamo imparare a vestirci di coerenza per non fare della politica una pratica elettoralistica e per recuperare il vero senso della politica ovvero la partecipazione, per ridare moralità alla politica che non va vista come trampolino di lancio per risolvere i propri problemi”.
Ironica allusione al sesto cambio di casacca politica del sindaco passato attraverso la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, quello Repubblicano per arrivare poi all’Ulivo, al Partito Democratico e oggi all’Italia dei Valori? Chissà.
Parla Mele dell’IdV di Santeramo
Un breve saluto da parte di Nicola Mele, responsabile del partito su Santeramo. “Abbiamo fortemente voluto la candidatura di Gentile – ha detto – perché la sua fama ha travalicato i confini di Cassano. Con Giuseppe i valori di cui il nostro partito si permea, potrà essere ben rappresentato in Provincia.
E’ l’ora di Gentile, che parte all’attacco per spiegare la sua candidatura
“Sono stati dieci anni di sindacatura – dice subito – fatti di lettere anonime, minacce, interrogazioni e interpellanze, finanche minacce di morte e tutto per una sola “colpa”: aver scoperchiato nicchi di gravissima illegalità entro cui pochi furbi attentavano alla ricchezza di Cassano; oggi quei pochi furbi, che sentenze passate in giudicato hanno inchiodato alle proprie responsabilità, tornano sotto altre vesti. Ancora oggi sono visibile quelle scelte scellerate ma questa gente non ha neppure il coraggio di presentarsi con la propria faccia: ci devono mettere le mogli per essere presentabili!”
In tutto il suo discorso, com’è solito fare, il sindaco non citerà mai alcuna persona, né personaggio, delineandone tuttavia i contorni in modo preciso sicchè è impossibile sbagliare o confondersi.
Parla, quindi, della candidata sindaco Di Medio: “Formalmente è immacolata, pura. Ma grava su di sé un pauroso conflitto di interesse: cosa deciderà – se dovesse essere eletta – in merito all’azione legale che il Comune ha intrapreso relativa alla sentenze che investono suo marito? Non ci si può presentare come sepolcri imbiancati, non lascerò il paese in mano a chi non ha neppure il coraggio di candidarsi con la sua faccia, ma mette altre persone in lista.”
Uno dei motivi della candidatura di Gentile, dunque, è la necessità che sia garantita continuità al Comune nel segno della legalità, della trasparenza.
Dopo la presa in giro di Zullo, si passa al PD: ed è show!
Pochissime parole sull’avversario storico di Gentile, Ignazio Zullo, oramai declassato da nemico pubblico n.1: “mi si fa lezioni di attaccamento alla poltrona da parte di uno che siede nel Comitato della Biblioteca, alla Comunità Montana, in Consiglio Comunale, in Commissione Comunale, in Consiglio Regionale…e io sarei attaccato alla poltrona! Ma se lui imita tutto ciò che faccio, perfino il saluto alla città mi ha imitato…e quando ha chiesto la sala consiliare ho detto “Vai, prenditi la sala consiliare e saluta” e l’avrei data a chiunque, anche al PD…”
Ma il vero dente “avvelenato” del sindaco è il PD, il partito “nel quale avevo speso tutto me stesso in occasione delle primarie e nel quale avevo portato un valore aggiunto di 500 persone in più rispetto alle primarie precedenti, coinvolgendo una marea di giovani che a causa di giochini politici sono rimasti delusi dalla politica”. Gentile affonda su Rino Palumbo: “questo partito è retto da un coordinatore cittadino non eletto su base democratica ma cooptato grazie ad una macchinazione fatta dai soliti noti…un signore che prima diceva di non essere interessato e poi…si è visto cosa ha fatto”.
Il sindaco dice di essersi mosso anche a livello regionale per spiegare l’imboscata tesa dagli apparati cassanesi del PD e di avere avuto attestati di stima dal partito “al quale ho anche detto che io e tanti amici saremmo andati via dal partito se le cose non fossero cambiate”.
Così è stato: Gentile – si ricorderà – non ebbe alcun conforto sostanziale da parte delle segreterie provinciale e regionale del Partito visto che nulla c’era da eccepire su come si erano svolte le primarie per l’elezione del Coordinamento Cittadino, del Direttivo e del Segretario.
Da qui la decisione del sindaco di lasciare il partito e decidere di espellere Mimma Busto dalla Giunta Comunale, che abbandonerà la maggioranza assieme a Titti Lanzolla.
I passaggi di questa vicenda vengono raccontati da Gentile facendo riferimenti nebulosi e contorti, senza mai citare nomi e cognomi, a strane storie fatte di lettere anonime, minacce, tentativi di condizionarlo, di metterlo, in sostanza, nei guai tanto che avrebbe deciso “di far svolgere i concorsi banditi dal Comune sotto la sorveglianza dei Carabinieri" proprio per evitare ogni possibile tentativo di persuasione occulta nei confronti dell’Amministrazione.
Gentile, dunque, nell’Italia dei Valori come baluardo di legalità visto che “siamo in un paese in cui un candidato cassanese alla provincia può permettersi di andare ad un candidato del PdL di Santeramo e dirgli “Nan si vnenn a Cassan, c aste pur p’ te” (per chi non capisse il dialetto: “Non venire a Cassano, perché possono esserci guai anche per te…”) e questo candidato negli anni scorsi è lo stesso il cui fratello, legato al sistema di malavita locale, minacciava e intimidiva gli elettori….ecco perché non posso fermare le lancette del mio orologio politico, nonostante qualcuno voglia farlo ma sia chiaro: fino a quando sarò sindaco io, chi vorrà sarà libero di votare l’Italia dei Valori alla Provincia…”.
Ecco delineato un altro motivo della sua candidatura alla Provincia: “un sindaco che per dieci anni – ha spiegato Gentile – ha rimosso il malaffare, fatto denunce, ricevuto minacce di morte non può che sentirsi tutelato in un partito come l’Italia dei Valori: se tornassi a casa come privato cittadino sarei facilmente attaccabile, anche fisicamente e dunque lo Stato, in qualche modo, deve darmi una minima copertura politica e cioè se mi succede qualcosa questo partito, Zazzera, potranno dire: ecco perché è accaduto ciò”.
Ovvia la conclusione del candidato alla provincia: “Mi aspetto una esplosione di consenso attorno alla lista che rappresento: se Cassano sentirà un minimo debito di gratitudine verso chi si è speso negli ultimi dieci anni per questa città, non potrà che tracciare una croce sul simbolo dell’Italia dei Valori”.
E’ la volta di Zazzera
Prima volta che arriva a Cassano, Pierfelice Zazzera, Coordinatore per la Puglia dell’Italia dei Valori, senatore.
“Mentre parlava Giuseppe – esordisce – mi sembrava di ascoltare Di Pietro. Ecco perché ho voluto la tua candidatura, anche contro le resistenze del partito che, non lo nego, ci sono state. E di questa candidatura me ne assumo la responsabilità, nel bene e nel male”.
Da qui un lungo discorso sulla politica nazionale,scenario sul quale destra e sinistra pari sono. La mattina si accapigliano, la sera fanno affari insieme: vedi caso Unipol-Bnl; la magistratura con Clementina Forleo e De Magistris depauperati delle loro inchieste; le nomine Rai, la crisi economica verso la quale i partiti sembrano indifferenti.
L’Italia dei Valori, invece, fa opposizione perché è stata eletta dai cittadini a fare questo e dunque, secondo Zazzera, è chiamata a controllare e verificare l’operato di chi governa.
“Sono i valori, quelli che ci contraddistinguono – spiegava il senatore dell’IdV – non i colori delle bandiere. Mi hanno detto venendo qui: “A Cassano vai? Ma lì c’è un sindaco che ha governato col centrodestra e oggi appoggia un sindaco di destra…”. Che significa, ho detto: se i valori sono anche a destra, bene; se i valori sono anche a sinistra, bene; se la destra è legalità, bene; se la sinistra è trasparenza, bene: sono i valori, non le bandiere che dobbiamo guardare”.
L’attenzione si è poi spostata a livello regionale, con un deciso attacco a Rico Arganese, candidato sindaco del centrosinistra.
Com’è noto, Zazzera è colui che ha denunciato il presunto conflitto di interesse che ha coinvolto l’ex assessore regionale alla sanità, Tedesco i cui parenti (figli, fratello) gestiscono imprese nel settore sanitario e “vendono materiale con appalti truccati” ha detto il senatore. Aggiungendo: “Credo che ramificazioni di quel sistema di potere siano anche a Cassano; credo che il candidato sindaco del PD sia espressione di quel sistema”.
“Oggi, ha concluso Zazzera, il PD pugliese è in procinto di far andare Tedesco in Senato, per prendersi l’immunità parlamentare”.
Per fortuna di Gentile, Zazzera ha concluso il suo discorso.
Qualcuno avrebbe potuto fargli sapere che fino a pochi anni fa era proprio il sindaco uscente uno degli uomini più fidati di Tedesco a Cassano. Ma, si sa, certa gente cambia amicizie ad ogni cambio di partito!