SAPIENZA: NON FACCIO PARTE DI ALCUN GRUPPO NAZIFASCISTA
Dopo la dedicazione del Parco ai Martiri delle Foibe, abbiamo intervistato l’assessore alla Cultura del Comune di Cassano, Pierpaola Sapienza, per conoscere le sue impressioni in merito.
Innanzitutto, cosa rispondi a chi ti ha accusata di far parte di formazioni giovanili che si richiamano al nazifascismo rivisitato in chiave moderna, quali, ad esempio, Radix Profunda?
Il mio pensiero va soprattutto a chi continua a strumentalizzare e profanare e usare politicamente la storia, ma in particolare a chi non ha la sensibilità di rispettare la vita e il dolore altrui. Bisognerebbe vergognarsi. Non esistono morti di serie A o di serie B. Basti recarsi in quelle zone per capire quanto la ferita sia ancora aperta. Non ritengo sia costruttivo rispondere a persone che continuano a nascordersi dietro un dito e dietro un nickname perchè forse non possono reggere il dibattito su temi così importanti. E’ vero, la verità è sempre rivoluzionaria e tenerla nascosta non è solo un inganno, ma stravolgere la verità è come profanarla , strumentalizzarla, usarla per fini che non hanno niente a che fare con essa. Ecco cosa è accaduto.
Io sono un assessore e Presidente della Giovane Italia e non appartengo a gruppi che inneggiano il nazifascismo. Non capisco perchè si debbano cercare per forza dei nemici per inculcare a qualcuno obiettivi da colpire.
Parliamo della cerimonia: ti colpisce partecipare a manifestazioni su un evento storico alla quale ti senti legata?
E’ un giorno che resterà nella pagine storiche di Cassano e della sua comunità, soprattutto quella giovanile, presa da un evento così toccante. Abbiamo contribuito, secondo le nostre possibilità, a riscrivere una parte della storia rimasta a lungo nel cassetto.
Vorresti ringraziare qualcuno?
Sono stata lieta della presenza delle Istituzioni cittadine e non, delle Autorità, delle Scuole che hanno accolto il nostro invito, delle Associazioni, degli esuli e dei parenti di infoibati, dei cittadini e, soprattutto, dei giovani e di chiunque abbia preso parte a questa celebrazione per non dimenticare.
Un sentito grazie anche a chi era assente fisicamente ma presente con il cuore. E ringrazio tutti per il fondamentale contributo che ha reso giustizia ai moltissimi italiani che, a causa della follia etnica del maresciallo Tito, hanno perso il bene più prezioso, la Vita. Ma ringrazio soprattutto chi si adopera da anni per far conoscere una verità per troppo tempo taciuta.
Un sentito grazie va a tutta l’Amministrazione ed in particolare al nostro Sindaco, la dott.ssa Di Medio, che ha dato prova, come sempre, della sua grande sensibilità e di condurre con il cuore battaglie di chiarezza e civiltà.
Il mio pensiero va anche a chi continua a strumentalizzare e profanare politicamente la storia e la vita altrui, a chi continua a mostrare reticenza, a chi non regge il dibattito su temi così importanti.
Come ti sei sentita durante la manifestazione? E quando hai parlato, rappresentando tutta la tua comunità di giovani che crede e sente dolore come te per questa commemorazione?
Ero molto commossa ed ho trattenuto le lacrime. In quel momento ho sentito il peso di rappresentare anche la comunità giovanile che per anni, con me, ha condotto battaglie di rivendicazione per abbattere il muro del silenzio. Finalmente è stato dato un senso al lavoro di quegli anni. In questo giorno, insomma, la nostra storia patria ha urlato giustizia.
Molti non sanno, o meglio, dimenticano cosa sia il 10 febbraio e cosa è successo, cosa pensi si possa fare?
L’istituzione del “Giorno del Ricordo” è un atto importante, per lungo e troppo tempo rinviato. La legge del 2004 contribuisce a lenire la dolorosa ferita che le popolazioni del confine orientale d’Italia hanno subito dal 1943 al 1946.
Lenire e non sanare, perché le genti d’Istria, Fiume e Dalmazia non subirono soltanto, in guerra, l’orrore delle foibe, il distacco e l’abbandono della casa natia, ma anche, purtroppo, l’indifferenza ed il colpevole oblio che si riversò sulla loro immane tragedia in tempo di pace.
E’ giusto che le vicende siano conosciute nella loro interezza se vogliamo guidare la nostra Nazione verso un futuro migliore, pregno di quei valori di rispetto ed armonia tra i popoli che sono alla base della nuova Europa. L’iniziativa dell’intitolazione del parco ai nostri Fratelli, martiri delle foibe ed agli esuli istriani-giuliani-dalmati, è un contributo alla conoscenza ed alla memoria che con coraggio e dedizione è tramandato alle nuove generazioni.
Ogni 10 Febbraio saremo lì a ricordare i nostri fratelli italiani. Le nostre idee e le nostre azioni nascono da valori e tradizioni che orgogliosamente portiamo dentro e non tradiremo mai. “Siamo nani sulle spalle dei giganti” ….e, senza una corretta e sacrosanta memoria, soltanto, ahimè, dei nani.