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INTERPELLANZA DI IGNAZIO ZULLO SUL PIANO DI ZONA

zullo

Il consigliere regionale PdL, Ignazio Zullo, ha inviato un’interpellanza al presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, al presidente della Regione, Nichi Vendola, ed all’assessore alle Politiche sociali, Elena Gentile, affinché si faccia chiarezza sulla questione del Piano di Zona dell’ambito territoriale Acquaviva, Cassano, Grumo, Sannicandro, Toritto e Binetto e “si esca fuori dall’immobilismo e dal litigio, nell’interesse di chi ha diritto a prestazioni e servizi”.
I ritardi sulla attuazione del Piano e il rimpallo sulle responsabilità, sono, da alcuni giorni, al centro del dibattito politico fra maggioranza e opposizione, non solo a Cassano.

“In particolare – dichiara Zullo – tengo a sottolineare che la logica del Piano di Zona non può e non deve essere limitata alle poltrone ed agli incarichi da assegnare o già assegnati, né agli appalti di prestazioni e di servizi in una logica commerciale. Il Piano, invece, deve avere in sé la capacità di realizzare reti di assistenza, collegando tutti gli attori che operano nel campo socio-assistenziale e nel versante socio-sanitario con l’indispensabile coinvolgimento del volontariato, affinché si metta in moto quella natura, il cuore della solidarietà e della sussidiarietà, che ci spinge a desiderare e a compiere cose grandi”.

Ecco il testo della interpellanza:

 

OGGETTO: INTERPELLANZA  URGENTE.

Premesso

che il dott. Emanuele Daluiso, coordinatore dell’Ufficio di Piano, in una lettera indirizzata ai sindaci scrive che rischia il Commissariamento da parte della Regione il territorio che rientra nel Piano di Zona Ambito Territoriale n. 5 ASL BA (di cui fanno parte i Comuni di Grumo Appula – capofila – Acquaviva, Cassano, Binetto, Toritto e Sannicandro).

L’immobilismo, le continue diatribe fra Comuni e il rimpallo delle responsabilità sono, secondo il Coordinatore, le principali cause alla base del rischio ventilato.

Per il dott. Daluiso il nuovo Piano di Zona risulta attualmente bloccato per la mancata attuazione delle prescrizioni regionali connesse:
• alla attivazione dell’ufficio di piano, secondo le condizioni minime regionali, o soluzioni alternative similari da concordare con la stessa Regione, condizione che pregiudica la operatività dell’Ambito;
• alla sottoscrizione dell’accordo di programma Ambito /ASL, condizione preliminare per l’avvio di tutti i servizi in cui è prevista l’integrazione socio-sanitaria;
• alla attestazione della spesa sociale triennale da parte dei Comuni che non l’hanno ancora fatto secondo le indicazioni regionali.

Va rilevato che:

Per quanto attiene al vecchio Piano di Zona (che ha registrato un residuo di stanziamento di oltre 1,8 milioni di euro), dal monitoraggio effettuato dal coordinatore al 30 giugno 2010 e sempre a suo dire, risultano che vi sono servizi che devono ancora partire, quali:
• il servizio borse lavoro, la cui responsabilità è stata affidata al comune di Binetto, poiché pur avendo questi provveduto a tute le attività di propria competenza, compresa l’approvazione della graduatoria dei beneficiari, non può difatti provvedere all’avvio del servizio poiché il comune di Grumo non ha ancora provveduto al trasferimento dei fondi;

• il servizio barriere architettoniche, relativamente all’annualità 2008, di responsabilità del comune di Cassano, poiché questi non ha ancora provveduto alla approvazione della graduatoria, essendo necessario una preliminare delibera del Coordinamento istituzionale che definisca i criteri per l’erogazione dei fondi;

• i servizi dell’area di salute mentale, di competenza del comune di Grumo, poiché devono ancora essere espletate da parte di tale Comune le procedure di gara.

Sempre in riferimento al primo piano di zona non risulta ancora completato il cofinanziamento da parte del comune di Grumo sul bilancio della gestione associata di ambito, né risulta completata la rendicontazione del 2008 più volte sollecitata dalla Regione.

Va considerato che:

Secondo quanto scrive Daluiso occorre, dunque, che Sindaci e responsabili della ASL assumano urgentemente le decisioni necessarie per sbloccare la situazione di stallo, ad evitare il commissariamento e ad evitare ulteriori ritardi dei nuovi servizi.

Sembrerebbe che, le criticità maggiori siano riscontrabili in due aspetti molto importanti:

a) il primo riguarda la modalità di assunzione del personale da assegnare all’Ufficio di Piano con particolare riguardo sia alla forma giuridica che alla spesa che incide negativamente sulla regola del rispetto del limite di spesa per il personale previste dalle Leggi Finanziarie dello Stato e conseguentemente sul rispetto del Patto di Stabilità per i Comuni

b) il secondo aspetto attiene alla non condivisione tra alcuni Sindaci, nell’incuranza della regola della continuità amministrativa, di alcune nomine tecniche deputate al funzionamento dell’Ufficio di Piano effettuate dal Coordinamento Istituzionale in carica precedentemente alla tornata elettorale amministrativa del 2009

Mi permetto di far presente altresì:

che, al di là di diatribe e rimpalli di responsabilità, poltrone ed incarichi da assegnare o assegnati, assistiamo ad un immobilismo che crea notevoli danni alle fasce deboli della popolazione per il ritardo o la mancata attivazione di servizi indispensabili per il miglioramento della qualità della vita di soggetti deboli ma anche un’evidente consumo di risorse in assenza degli indispensabili requisiti di efficienza, efficacia e qualità dei servizi e delle prestazioni per la cui valutazione occorrerebbe effettuare una puntuale verifica. Verifica che deve tener conto della capacità di realizzare reti di assistenza collegando tutti gli attori che operano nel campo socio-assistenziale e nel versante socio-sanitario con l’indispensabile coinvolgimento del volontariato affinché non si intenda il Piano di Zona semplicemente come uno strumento per l’appalto di prestazioni e servizi in una logica commerciale e non fondata su quella natura, il cuore della solidarietà e della sussidiarietà, che ci spinge a desiderare cose grandi;

E’ per queste cose grandi che, tutto ciò premesso e considerato,

INTERPELLO

Il Presidente della Giunta Regionale e l’ Assessore in indirizzo per comprendere:

  1. se si intende intervenire per verificare le reali condizioni in cui versa la gestione integrata dei servizi socio-sanitari nel Ambito territoriale in questione
  2. se si ritiene utile ed opportuna procedere con il Commissariamento dell’Ambito per sbloccare situazioni che datano dal 2008 e, per come detto, sono nell’immobilismo più completo
  3. se si intende procedere all’effettuazione di verifiche- da estendere in tutti gli ambiti territoriali della Puglia- che tengano conto della capacità di realizzare reti di assistenza collegando tutti gli attori che operano nel campo socio-assistenziale e nel versante socio-sanitario con l’indispensabile coinvolgimento del volontariato affinché non si intenda il Piano di Zona semplicemente come uno strumento per l’appalto di prestazioni e servizi in una logica commerciale e non fondata su quella natura, il cuore della solidarietà e della sussidiarietà, che ci spinge a desiderare cose grandi.

 

Ignazio ZULLO

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