PIANO DI ZONA: UNA NOTA DEL PARTITO DEMOCRATICO
Il Partito Democratico di Cassano interveniene sul Piano di Zona ed i suoi sviluppi, con la seguente nota che riceviamo e pubblichiamo.
Piano di zona: urge rimboccarsi le maniche
“La nota del dott. Daluiso inerente la situazione del piano di zona del nostro ambito ci preoccupa e non poco.
D’altra parte, da sempre, il gruppo consiliare Pd-Vivi Cassano ha denunciato i ritardi sia rispetto all’avvio dei servizi del primo piano di zona, sia rispetto alla approvazione del secondo piano di zona (ritardi che hanno portato anche alla diffida della Regione) ed espresso forti riserve riguardo la scelta della delega forte affidata al comune capofila per quanto riguarda la gestione dei servizi sociosanitari.
Per noi sarebbe facile sparare nel mucchio e alimentare polemiche, ma crediamo sia il caso di cominciare a guardare al di là del semplice rimpallo di colpe, assumendo quella responsabilità che è propria di che governa per gestire questa situazione che investe uno dei settori più delicati della vita dei cittadini.
Una cosa è certa in tutta questa storia: i cittadini, e tra questi quelli che vivono in condizioni di fragilità e disagio, pagano in prima persona i ritardi e le beghe tra istituzioni in termini di mancata erogazione dei servizi sociosanitari e di opportunità pure loro spettanti per legge.
Cittadini nei confronti dei quali non sono sufficienti, come spesso avviene, semplici espressioni di comprensione e di inefficace solidarietà, cittadini ai quali bisogna assicurare servizi, risposte, opportunità, strutture, assistenza e qualità della vita.
È il caso qui di ricordare che i Piani di zona, per definizione, sono un documento programmatico con il quale i Comuni associati, di intesa con l’ASL, definiscono le politiche sociali e socio-sanitarie rivolte alla popolazione dell’ambito territoriale coincidente con il distretto sanitario. È coerente con il Piano regionale degli interventi e servizi sociali e si raccorda con la programmazione sanitaria, in particolare di livello distrettuale. Non è una cosa da poco, soprattutto perché è lo strumento principale delle politiche sociali, che serve a costruire un sistema integrato di interventi e servizi.
Viene definito integrato perché mette in relazione strutture, servizi domiciliari, servizi territoriali, misure economiche, prestazioni singole, sia che siano rivolte alla singola persona sia alla famiglia. Inoltre deve coordinare politiche sociali, sanitarie, educative, formative, del lavoro, culturali, urbanistiche e abitative, e cioè: come, dove, e chi il sistema nel suo complesso assiste, si prende cura, riabilita, educa, forma, orienta e inserisce al lavoro, offre occasioni di cultura e di socialità, offre una città e un’abitazione vivibile e adeguata. Infine deve far collaborare e lavorare, in modo coordinato ed efficace per i cittadini, soggetti istituzionali e non, pubblici e privati.
Tradotto in poche parole: i Piani di zona sono la risorsa più intelligente ed efficace per intervenire in ambito sociale, supportando ed intervenendo anche e soprattutto là dove i piccoli comuni con le loro forze non riescono ad arrivare.
Alla luce di ciò, aldi là di ogni sterile polemica, noi auspichiamo che si abbandoni ogni logica di campanile e/o vecchia idea di welfare di tipo assistenziale e si guardi al bene dei cittadini, lavorando insieme e con responsabilità per garantire agli stessi l’accesso e la fruizione dei servizi socio sanitari, calibrati in base ai bisogni e alle situazioni di disagio che il territorio esprime.