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PdL: sabato e domenica congresso provinciale. Una nota di Zullo

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Anche i pidiellini cassanesi a votare, domenica 26 febbraio, alla Fiera del Levante di Bari dove si svolgerà il Congresso Provinciale per eleggere il nuovo Coordinatore del Popolo della Libertà.

L’impresa non è delle più facili, i Comuni della provincia sono 40 (esclusa Bari che è già andata al voto) e gli iscritti sono 21.660. Tant’è che qualcuno aveva proposto di aprire un seggio in ogni Comune per garantire la massima partecipazione possibile, ma alla fine si è deciso che tutti i votanti Pdl dovranno confluire su Bari.

Quasi scontata la vittoria per la mozione di Raffaele Fitto – guidata dal coordinatore provinciale uscente Antonio Distaso in coppia con il vice sindaco di Bitonto, Domenico Damascelli a cui si contrappone quella di Gaetano Quagliariello (con il sostegno di Alfredo Mantovano e Antonio Azzollini) che propone alla guida del partito un politico di lungo corso, Giovanni Copertino.

Il PdL cassanese appoggerà senza indugio e in modo compatto la prima mozione.

Il mese prossimo cominceranno, invece, i congressi e di conseguenza le elezioni nei Comuni della provincia.

 

 

Alla vigilia del Congresso, il consigliere regionale Ignazio Zullo (PDL) ha diffuso il seguente comunicato che riceviamo e pubblichiamo.

 

Con Distaso al congresso provinciale del PDL per contribuire a costruire un partito a piramide rovesciata

“La nostra idea è quella di trasformare il partito in una officina di idee e di progetti dove ognuno ha un ruolo, dove non ci sono né privilegiati né tuttologi ma persone che mettono al servizio del Pdl e della collettività le proprie professionalità”. In queste parole dell’amico Antonio Distaso, candidato al coordinamento del partito del Popolo della Libertà, mi riconosco e darò convintamente il mio contributo affinché tutto ciò si realizzi.

In un momento della nostra Repubblica che registra il fallimento di un modello di Governo fondato sul padreternismo e contrappone un altro e diverso modello di Governo che fonda sul collettivo, abbiamo il dovere di costruire un partito dove il verticismo sia disegnato a mò di piramide rovesciata al cui vertice c’è la base cioè il popolo del PDL e in basso l’apice per cancellare l’immagine di un partito feudale e favorire il protagonismo diffuso e collettivo accompagnato da processi formativi che elevino il senso della responsabilità e del dovere nella classe dirigente che vorrebbe porsi al servizio delle collettività piuttosto che la propensione all’apparire.

Senso della responsabilità e del dovere che ha contraddistinto Raffaele Fitto, ispiratore della mozione Distaso, nelle funzioni di Presidente di Regione e di Ministro sempre pronto ad anteporre gli interessi collettivi a quelli del carrierismo politico personale e a dare lustro alle immagini della Puglia, del Sud e dell’Italia prima ancora che alla propria con un linguaggio fatto di risultati e non di proclami e di annunci.

Presenzialismo fatto di coraggio e di ferma volontà di confrontarsi con gli elettori nelle piazze per spiegare la bontà di scelte sentite impopolari ma lungimiranti anche e sopratutto nei momenti di difficile cortocircuito dei rapporti tra amministratori e amministrati che rischiano di esporre l’eletto a contestazioni anche violente come è successo a Fitto in quel di Terlizzi.

Servizio alla collettività che è nell’esercizio del mandato elettorale e nel rapporto con gli elettori del collegio che ha espresso l’eletto.

Capita a volte- e spiace che ciò accada a rappresentanti autorevoli del partito- di vedere eletti disertare il proprio collegio elettorale per scendere qui in Puglia come inviati dal cielo per salvarci da chissà quali peccati senza immolarsi sulla croce del consenso e del servizio ma semplicemente calcando per grazia ricevuta i palcoscenici dei salotti buoni e dei teatri per apparire in buona compagnia dei padreterni della sinistra negli allegri processi alla storia.

Solidali con gl amici del PDL toscani animosi di vincere le loro battaglie elettorali che però sono rimasti orfani di un loro eletto perché si è assunto la croce di far vincere la Puglia dimenticando la Toscana che lo ha eletto. Benvenuti anche a questi padreterni del PDL purché si convincano che per vincere in Puglia le sfide non vanno lanciate a Fitto e ai fittiani ma ai padreterni Vendola ed Emiliano con i quali vanno in scena.

Benvenuti a questi padreterni del PDL purché abbiano chiaro il senso dell’orientamento e sappiano guardare l’orizzonte con l’idea di non giocare a perdere per dare l’immagine di un Fitto eterno perdente in Puglia.

Benvenuti a questi padreterni del PDL purché si convincano che serve per un partito di popolo più umiltà, meno piedistallo e più scambi di idee e di confronti che non siano solo in direzione di vecchi senatori della politica che ormai han poco da dare in confronto a quanto potrebbero dare i molti giovani che vorrebbero partecipare più direttamente alla costruzione del proprio futuro.

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