Briano: “l’IdV sbaglia: seguite le norme passo dopo passo”

Il consigliere delegato del sindaco per i rifiuti, Carmelo Briano, interviene sulle dichiarazioni dell’Italia dei Valori (leggi l’articolo).
Le critiche, se costruttive, vanno sempre accolte condivise.
Se mosse, invece, per strumentalizzazione e per trarre in inganno l’elettorato, vanno rispedite senza indugio al mittente. Comprendo lo stato d’animo di chi essendo stato per dieci anni al centro della politica locale, ora si sente relegato ad un ruolo minoritario. In politica l’importante è operare nell’interesse della collettività pur non ricoprendo incarichi di rilievo.
Con riferimento al nuovo progetto per la raccolta integrata dei rifiuti urbani e assimilati, approvato nella seduta del Consiglio comunale del 27 dicembre 2011, mi chiedo quale sia stato il contributo dell’Idv.
Questa Amministrazione ha sempre dimostrato di non avere riserve o preclusioni di sorta nei confronti della minoranza.
Qualsiasi proposta fosse pervenuta da parte dell’Idv, volta a migliorare il progetto, sicuramente sarebbe stata tenuta nella dovuta considerazione e utilizzata allo scopo. Invece durante i lavori consiliari, abbiamo dovuto registrare, personalmente ne avrei fatto a meno, l’ennesimo attacco strumentale del rappresentate dell’Idv. Francamente mi sarei aspettato qualche emendamento da discutere ed eventualmente condividere.
In relazione all’intervento a mezzo stampa dell’Italia dei Valori lo scorso 9 marzo non posso fare a meno di fare le mie considerazioni. Il bando di gara è stato pubblicato il 9 marzo 2012, a distanza di 21 giorni dalla scadenza naturale del vecchio contratto, fissata al 17 febbraio 2012. Mi chiedo quale siano state le iniziative, le segnalazioni e il merito che si attribuisce l’Idv, la cui partecipazione non è stata registrata nemmeno durante la presentazione del progetto da parte della Esper. Posso assicurare che i documenti che si intendono vivisezionare, sono stati già analizzati più volte dagli uffici comunale competenti nella piena legalità. Se qualche errore è stato commesso, in assoluta buona fede, sarà oggetto di rettifica. Nella valutazione della “vistosa” differenza tra i costi previsti dal vecchio servizio e quelli contemplati dal nuovo, per il primo non si è tenuto conto degli aggiornamenti contrattuali per legge e mai applicati dalla vecchia Amministrazione. A questi vanno aggiunti i costi di biostabilizzazione intervenuti nell’aprile 2010, a seguito di ordinanza del commissario di governo per l’emergenza rifiuti, oltre ai costi di trasporto alla discarica finale.
Ne consegue che il costo dell’appalto ancora in essere si attesta oggi a 1.589.541,17 euro, anziché 1.200.000 euro, come erroneamente indicato.
L’aumento per il nuovo servizio rispetto al precedente, nonostante preveda l’impiego di ulteriori risorse, sia in termini di mezzi, sia di personale, dovrebbe attestarsi all’11% massimo.
I risultati conseguiti dal vecchio servizio sono da ritenersi fallimentari, in considerazione anche degli obiettivi minimi di raccolta differenziata raggiunti. L’esponente di spicco dell’Idv locale non potrà non ricordare i “mea culpa” fatti nel suo intervento durante i lavori della conferenza sul tema dell’ambiente, tenutasi nel 2011 nel cinema Vittoria e che vide la partecipazione, tra l’altro, dell’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro. Nella circostanza ammise le sue responsabilità nell’essersi arreso di fronte alle lamentele dei cittadini ritrosi ad effettuare la raccolta dell’organico, in modo differenziato, concludendo con l’affermazione “se avessi insistito sicuramente i risultati non sarebbero stati questi”. Saprà inoltre che il nuovo servizio con il sistema del “porta a porta”, non è un capriccio dell’Amministrazione Di Medio, bensì è un obbligo di legge per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalle normative.
Non centrare tali target comporta un aumento dell’ecotassa, dei costi di biostabilizzazione, di trasporto e smaltimento, con le conseguenti ricadute sull’utenza.
E’ assurdo affermare che questa Amministrazione non abbia saputo contemperare le qualità e la convenienza del servizio e di non aver tenuto conto del periodo di crisi che si attraversa. E’ pura retorica sostenere di non aver dato seguito alle contestazioni mosse al gestore del servizio e di non aver applicato le previste sanzioni. Quanto accaduto è proprio l’opposto! C’è da dire, invece, che le sanzioni previste per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, come indicato dall’articolo 43 del capitolato d’appalto, puntualmente applicate, non sono state riscosse poiché le clausole contrattuali di riferimento sono state dichiarate “vessatorie” dal Consiglio di Stato a seguito del ricorso proposto dal gestore del servizio.
Per quanto attiene invece la partita riferita ai servizi non resi o resi in parziale difformità, la stessa è in via di definizione.
Non bisogna comunque sottacere che il servizio attualmente in proroga sino all’individuazione del prossimo gestore, è frutto della gestione amministrativa precedente alla quale vanno ricondotte le eventuali responsabilità in ordine alle carenze progettuali emerse, poiché il progetto non è risultato calato sulle reali necessità del paese.
Nel nuovo bando volutamente non è stata inserita la previsione di esclusione di ditte resesi responsabili di eventuali disservizi, al fine di evitare la produzione di ricorsi che avrebbero avuto, come conseguenza, l’allungamento dei tempi di avvio del nuovo servizio. Senza poi considerare che la legge non permette di escludere a priori le ditte.
Nell’accorciare i tempi per la presentazione delle offerte da 52 a 40 giorni, dalla pubblicazione del bando, si ritiene di non aver violato norme di sorta, poiché tale facoltà è prevista dal dlgs 12 aprile 2006 n. 163 art. 2-8-9. Mi sembra poi, inopportuna la polemica sulla scelta dei quotidiani nazionali sui quali pubblicare il bando di gara, giacché lo stesso si trova sulla Gazzetta ufficiale della Comunità europea (“Guce”) e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
L’avvio del servizio è comunque previsto nei tempi indicati dalle norme contenute nel citato dlgs. Mi chiedo come si possa falsamente affermare che sono stati persi tre anni per bandire la gara, se solo il 26 gennaio 2012 l’assemblea Ato Ba 4 ha confermato con prescrizioni la delega operata con la deliberazione 1/2010, sino alla gestione unitaria del servizio. L’essere stato l’unico Comune ad aver pubblicato il bando di gara dovrà pur significare qualcosa!
Forse qualcuno a questo proposito dovrebbe ricordare che il contratto, la cui naturale scadenza era prevista per il 29 settembre 2002, dopo una serie di proroghe discutibili ha visto il suo avvio dopo circa due anni.
Per il nuovo contratto il ricorso alla procedura aperta con il criterio dell’offerta economicamente vantaggiosa, si è reso necessario al fine di individuare tra gli operatori economici concorrenti, il miglior servizio di igiene urbana e servizi complementari, compatibile con la progettazione messa in campo dal Comune, con valutazione del servizio riferita sia all’elemento economico che a quello tecnico.
Per tale motivo nel disciplinare di gara per la valutazione dell’offerta tecnica è stato previsto un punteggio massimo di 70 punti con una soglia di sbarramento di 48; mentre per l’offerta economica 30 punti. L’individuazione di tali criteri è inoltre finalizzata alla tutela dei lavoratori ed al rispetto delle garanzie contrattuali, oltre al raggiungimento degli obiettivi. Basti pensare a quelle ditte che essendosi assicurate le gare praticando prezzi concorrenziali hanno poi reso servizi scadenti, per non parlare poi dello sfruttamento dei lavoratori.
Gli ulteriori requisiti oltre a quelli previsti dal secondo capitolo del dlgs 163/2006, di un’area da adibire a deposito mezzi, oltre alla piattaforma da allestire quale centro comunale di raccolta (in attesa dell’entrata in funzione del centro di via Mellitto) sono stati richiesti esclusivamente nell’interesse del servizio e non hanno altre finalità, come la ventilata localizzazione territoriale dal momento che è costume dell’Amministrazione Di Medio intrattenere esclusivamente rapporti istituzionali riferiti ai servizi e giammai ad altro genere.
Per ultimo non si potrà non ricordare che a seguito della transazione intercorsa con la Tradeco-Murgia Servizi Ecologici, gli amministratori dell’epoca oltre a non corrispondere la seconda tranche del debito ammontante a 88 mila euro, dimenticarono addirittura di inserire tale importo in bilancio.
Sono felice che l’opposizione si ricordi di voler vigilare sull’operato dell’Amministrazione: quest’aspetto non potrà che costituire stimolo per operare sempre al meglio, nell’esclusivo interesse della collettività.