Ufficio Turistico, una gara col trucco

Com’è possibile che una cooperativa che non ha i requisiti per partecipare ad un Avviso Pubblico riesca non solo a superare la selezione ma, sbaragliando la concorrenza, addirittura a vincere la gestione dell’Ufficio Turistico Comunale?
C’è da non crederci ma è quanto accaduto presso il Comune di Cassano dove la cooperativa acquavivese “Officina 21” si è aggiudicata la gestione, per un anno, dell’Ufficio di via Miani (leggi l’articolo) passando al vaglio di una selezione da parte della Commissione Giudicatrice composta dal sindaco Maria Pia Di Medio e dall’Assessore al Turismo Pierpaola Sapienza nonché da un funzionario del Comune. Ma la cooperativa acquavivese è una semplice “cooperativa” e non – come chiedeva l’Avviso Pubblico – una “cooperativa sociale”, diversa sia nella natura, negli scopi e finanche nella legislazione che la regolamenta rispetto alla prima.
Ecco la strana storia di uno strano appalto.
Il Comune – anche se il sindaco aveva dato rassicurazioni esattamente all’opposto alla Pro Loco – emana, il 14 giugno scorso, un “Avviso Pubblico” di selezione per l’affidamento della gestione dell’Ufficio Informazioni Turistiche. Un bando strano che, ad esempio, permette anche a soggetti non cassanesi di poter partecipare e tra questi – oltre alle associazioni – anche alle “cooperative sociali”. Tempi di risposta molto stretti: entro il 29 giugno occorre presentare la proposta corredata da una serie di documenti. Alla scadenza sono in tre a partecipare: la neonata associazione “Centro Storico di Cassano delle Murge – onlus”, la Pro Loco e la Cooperativa “Officina 21” di Acquaviva. Qualche giorno dopo si riunisce la Commissione, tutta politica (sindaco e assessori) che valuta le proposte, verifica i documenti e fa le scelte.
Di cose strane ce ne sono molte, nel corso dei lavori della Commissione.
Ad esempio: l’Avviso Pubblico dice che occorre presentare una busta con all’interno le due buste contenenti i documenti di partecipazione e il progetto ma l’Associazione “Centro Storico” presenta 2 buste distinte ma ciò non viene rilevato dalla Commissione; che invece rileva un’altra mancanza, fatale per la Pro Loco: l’assenza dell’Atto Costitutivo della stessa. Non sappiamo se irritualmente (ma l’integrazione della documentazione è prevista dalle norme) viene chiesto alla Presidente Nicla Norciano di produrne copia che prontamente viene presentata, ricevendo, però, una brutta sorpresa poiché a detta dell’assessore e avvocato Angelo Giustino il documento presentato non è quello corretto. E invece l’Atto Costitutivo della Pro Loco “La Murgianella” era esattamente quello portato in Comune dalla Presidente!
Tanto zelo e tanti distinguo, però, stranamente non valgono per la Cooperativa acquavivese (che aveva già collaborato col comune cassanese su altri progetti, come le “Ciclovie di Giano”). Professionisti, senza dubbio: ma che con Cassano, la sua storia e il suo territorio non c’entrano nulla. Soprattutto non c’entrano nulla con l’Avviso Pubblico del Comune che permetteva la partecipazione alle “cooperative sociali” e la “Officina 21” non è una cooperativa sociale bensì una cooperativa e basta. C’è da chiedersi: com’è che la Commissione comunale così solerte non si accorge della differenza? Come fa a non rilevare l’inghippo? Perché ammette alla selezione chi non poteva neppure presentarsi?
Il finale della storia è noto: la Pro Loco viene esclusa per carenza di documentazione; l’altra associazione cassanese perde ai punti a causa dello scarso curriculum (è stata aperta appena un mese prima) e il vincitore è – guarda un po’! – la cooperativa “Officina 21” che pur non essendo “sociale” e dunque pur non rispondendo ai requisiti di partecipazione stabiliti dal Bando, viene ammessa e fatta vincere.
L’allontanamento (abusivo) della Pro Loco da via Miani e la firma della Convenzione con il nuovo gestore sono immediati: eppure sarebbe bastata una visura presso la Camera di Commercio – come quella che abbiamo fatto per scrivere questo articolo – per scoprire l’inghippo. Ma questo, forse, avrebbe voluto dire rimettere tutto in discussione, annullare l’Avviso e rinunciare, almeno per il momento, a distruggere la Pro Loco.
Meglio far finta di nulla (da parte della coop? da parte dell’assessore? O della Commissione?) e magari sperare che nessuno se ne accorga.