Zullo: “Giustino? ha un deficit di lealtà verso la maggioranza”

Prosegue a colpi di lettere e comunicati il confronto-scontro tra il Presidente del Consiglio Comunale, Ignazio Zullo e l’Assessore Angelo Giustino. Ecco le precisazioni di Zullo alla lettera di ieri dell’Assessore.
Egregio Assessore Giustino,
la Sua lettera rende ancor più chiaro ed evidente un deficit di lealtà, affidabilità, senso di responsabilità e di maturità.
Le spiego perché precisando che l’artata polemica politica è tutta farina del Suo sacco, se ne renda conto.
Lei scrive ” Certo, per Lei sarebbe stato opportuno che riferissi prima al Consiglio i motivi della mia astensione, ma certamente rammenterà che al momento del voto il Consiglio era composto soltanto dai Colleghi di Maggioranza e dal Segretario Generale …..”. Da una parte ammette che sarebbe stato leale riferire al Consiglio dall’altra dimentica che in quel momento il Consiglio non era composto solo da elementi di maggioranza come Lei afferma ma anche dal sottoscritto che nelle funzioni di Presidente non è della maggioranza e dal collega Campanale che aveva dichiarato di non appartenere alla maggioranza. Le sfugge altresì che in Consiglio non parliamo tra noi ( tra noi parliamo in maggioranza o nei gruppi) ma parliamo alla città alla quale dobbiamo rendere conto con le nostre dichiarazioni e i nostri interventi che vengono registrati per intero e restano agli atti.
E, comunque, diversa è la motivazione che adduce al giornalista. Lei afferma al giornalista: “l’ astensione non riguarda la natura del provvedimento in discussione in aula, ma è stato un atto di protesta per il metodo adottato dai colleghi di maggioranza di convocare il Consiglio comunale nella stessa sera in cui era prevista l’inaugurazione della mostra del maestro Carlo Fusca nella Pinacoteca civica”.
Nella lettera che mi indirizza non parla più del metodo adottato ma della perfezione rigorosa degli atti.
La prego di scusarmi ma mi faccia capire: l’atto che abbiamo approvato è lecito e legittimo o non lo è perché Lei non lo ritiene rigorosamente perfetto? Perché se non è legittimo è grave che non l’abbia detto in Consiglio e, comunque, va annullato in autotutela poiché ha ragione quando Lei dice ” Soltanto pretendendo atti perfetti e partecipati avremo la certezza di donare ai figli di Cassano inoppugnabili provvedimenti per la crescita e la sicurezza di tutti.” Bene, sig. Assessore sono io il primo a pretendere provvedimenti inoppugnabili e Lei aveva ed ha ancora oggi per lealtà, affidabilità, senso di responsabilità e per maturità il dovere di dire inequivocabilmente se l’atto che abbiamo approvato lo ritiene legittimo o illegittimo . Ha agito per protesta o per mancata perfezione dell’atto? Dire ciò inequivocabilmente è lealtà, affidabilità, senso di responsabilità e maturità! Non verso noi ma verso quei figli che Lei ha richiamato.
Io mi sono attenuto a ciò che ha dichiarato il Sindaco in Consiglio e ripongo nel Sindaco piena fiducia.
I titoli
Per Lei è ininfluente il titolo e l’attività di ognuno di noi. Si sbaglia e di molto. Certo che nella dignità siamo uguali, ci mancherebbe. Ma nella gradazione di una responsabilità amministrativa e contabile ci sono livelli differenti tra il consigliere che potrebbe anche avere difficoltà a leggere ed interpretare una norma ed un giurista che interpreta le norme per professione e di questa competenza professionale si tiene conto nell’assegnazione delle deleghe assessorili tanto che non a caso il Sindaco Di Medio Le ha assegnato la delega al Contenzioso – Trasparenza, Comunicazione e Semplificazione amministrativa – Attuazione del Programma di governo.
Bene, resto basito nell’apprendere che fa fatica ad assicurare rigore e trasparenza e, sempre per quei figli, mi faccia comprendere, Assessore, gli atti che la maggioranza e la Giunta della quale Lei si dice “orgoglioso di appartenere” ha adottato finora sono atti trasparenti e rigorosi?
La convocazione del Consiglio
Lei afferma da una parte che conosce molto bene Statuto e Regolamento e dall’altra rilascia un’intervista nella quale afferma: “il voto di astensione non riguarda la natura del provvedimento in discussione in aula, ma è stato un atto di protesta per il metodo adottato dai colleghi di maggioranza di convocare il Consiglio comunale nella stessa sera in cui era prevista l’inaugurazione della mostra del maestro Carlo Fusca nella Pinacoteca civica.” Scusi, ma se sa, conoscendo bene Statuto e Regolamento, che la data e l’ora del Consiglio sono stabilite dal presidente e dai Capigruppo di maggioranza e delle minoranze perchè ha voluto addossare questa colpa (?) ai colleghi di maggioranza? Perché solo a quelli cioè a me, a Di Canosa e al Sindaco?
E’ encomiabile ed apprezzabile la Sua difesa alla larga partecipazione al Consiglio sopratutto quando, in un passaggio della Sua lettera si preoccupa a giusta ragione della presenza dei colleghi di minoranza laddove afferma: ” rigore nel rapporto di colleganza con tutti i Consiglieri ivi inclusi quelli della minoranza”. Le chiedo, come ha fatto a non accorgersi che per quella data erano disponibili quasi tutti i Consiglieri tant’è che il Consiglio Comunale era partecipato forse come non mai con i Gruppi delle minoranze al completo integrati dalla presenza del neo-consigliere Campanale e da tutti i componenti della maggioranza con l’esclusione della sola sig.ra Masiello che godeva delle ferie che poi Lei stesso ritiene legittime. Lasci stare chi ha dovuto barcamenarsi come Lei afferma tra un “artistico benvenuto” ed una “vasca di raccolta delle acque meteoriche”. Quel Consigliere è stato assente al momento del voto in Consiglio in tutti i provvedimenti che hanno riguardato la protezione idraulica dell’abitato.
Ammettere ciò è lealtà, affidabilità, senso di responsabilità e maturità! Ed anche onestà!
Lealtà, affidabilità, senso di responsabilità e maturità è anche nel rispetto che si deve al lavoro altrui e questo rispetto manca quando qualifica l’opera progettuale che è un compendio di opere di protezione idraulica dell’abitato con il virgolettato “vasca di raccolta delle acque meteoriche”. Sappia che per quelle che Lei virgoletta come “vasca di raccolta delle acque meteoriche” hanno lavorato dei progettisti sotto il coordinamento tecnico del nostro Tecnico Comunale e dell’Assessore pro-tempore ing. Tony Campanale, Suo collega in Giunta. Il progetto è stato valutato dall’Autorità di Bacino, dalla Sovrintendenza e dalla Commissione paesaggistica.
Il dovere
Abbiamo un’idea diversa del senso del dovere. Chi è orgoglioso del dovere che compie lascia un segno su ciò che consegna alle future generazioni. Chi ha votato ha scritto una bella pagina di storia della nostra comunità perché i posteri ricorderanno che se Cassano non avrà a subire altre alluvioni con morti e distruzioni è stato perché dieci consiglieri hanno assunto il dovere di essere presenti e di dire sì, lo vogliamo. Lei è rimasto a metà strada, è stato presente ma quel sì, lo voglio l’ha negato alla comunità e alla città. Perché? Per protesta, per dare un segnale? Boh! Ma si rende conto oppure pensa che in Consiglio Comunale si va a giocare?
Assessore, se non siamo tra i bambini capricciosi, mi dica Lei dove siamo.
E, guarda caso, proprio su quell’argomento doveva protestare o dare segnali? Non c’era più modo e tempo? E come l’ha dato il segnale? Con un’astensione che, mancante di una dichiarazione di voto, ora è motivata con i giornalisti per protesta e ora nella lettera che mi indirizza per aspetti formali.
A Napoli si dice: “uagliò, accà nisciun è fess”. I riflettori del palcoscenico si spengono e vengono fuori i veri valori della persona ed è al tempo galantuomo che mi affido per rendere giustizia di una macchinazione calunniosa e denigratoria architettata con alcuni siti giornalistici ai danni di Zullo e degli zulliani perchè quando non c’è lealtà, affidabilità, senso di responsabilità e maturità si pensa di costruire la dittatura delle minoranze con i golpe e con i favori della stampa amica.
Sig. Assessore, ho avversato uomini con attributi come Gentile, Santorsola e tanti altri politici di ogni livello ma con lealtà reciproca, a viso aperto. Prenda esempio da Loro e nelle lettere che mi indirizza lasci stare ipocrisie e frasi di circostanza. A tutto c’è un limite o pensa, essendo stato al gioco a subire per tre anni, di trovarsi di fronte ad uno sprovveduto?
Finora L’ho lasciata giocare, ora non più, è finito il tempo dei giocattoli!
La solidarietà alle pressioni che manca (meno male)
Lei scrive che avrebbe voluto dai colleghi maggiore e solidale azione di “pressione” o, meglio, di indirizzo sugli Uffici preposti. Si rende conto della gravità di dette affermazioni? Si rende conto che nella P.A. esiste la separazione dei poteri? Si rende conto che Lei non può pressare sugli uffici ma può solo tenere conto delle valutazioni dell’Organismo Indipendente di cui è dotato il nostro Comune?
Si rende conto che l’affermazione a proposito del rigore che qui riporto: “le richieste del sottoscritto volte ad ottenere solidarietà da parte dei Colleghi nel pretendere dagli Uffici” inerisce compiti e doveri del Direttore Generale e non di un assessore?
Ma, scusi, Le chiedo sommessamente, come può Lei pretendere “per quanto di competenza, anche dai medesimi Colleghi”
Pretendere è prepotenza. Eppure molti siti giornalistici L’hanno dipinta in questi giorni, in buona compagnia, come un agnellino. Quei siti scrivevano riferendosi anche a Lei: ” amministratori non più disposti ad obbedire passivamente “ Mi faccia capire, Lei che pretende, si annovera tra quegli amministratori non più disposti ad ubbidire passivamente? Mi dica, Lei che pretende, a chi obbedisce passivamente, a quali ordini scritti o verbali e su quali materie? E’ importante perché da Presidente del Consiglio Comunale ho il dovere di essere certo che ogni Consigliere di maggioranza e di minoranza sia libero e non alla mercé di alcuno.
Disquisiamo sulla gerontocrazia
Nel camaleontismo che contraddistingue il Suo scrivere c’è da specchiarsi. Da una parte mi accredita di un ruolo importante quando afferma: Caro Presidente, io in Consiglio, non la guardo come Medico bensì come un Consigliere di Maggioranza, con l’arduo compito di regolare i lavori del Consiglio Comunale e con un’esperienza ultra decennale che, certamente, può e deve essere messa a disposizione di tutti affinchè tutti possano apprendere dai suoi preziosi consigli e valutazioni.
Dall’altra, a proposito della “gerontocrazia” afferma:” almeno facciamo in modo che i medesimi possano essere spunto di riflessione e crescita per i più giovani (anagraficamente e non solo) affinchè quest’ultimi possano apprendere più velocemente e non commettere gli errori dei loro predecessori.”
Faccio una premessa. Tutto è relativo. Io guardo a chi è più avanti di me negli anni sentendomi giovane e giudicandolo vecchio. Lei guarda a me sentendosi giovane e giudicandomi vecchio. Poi, questo Le fa onore, pensa a quelli più giovani di Lei. Questi ultimi si sentono giovani rispetto a Lei e La giudicano vecchio. Fatta questa premessa e ritornando alla necessità sopra richiamata affinché i giovani possano apprendere e non commettere gli errori dei propri predecessori, Le chiedo ma se Lei mi giudica maestro e poi rifiuta di apprendere e si ostina a non ammettere l’errore, come crede che i suoi successori possano apprendere più velocemente?
Mi ascolti, Lei oggi, per il recupero della Sua dignità, dovrebbe sentire il dovere di rimettere la Sua carica di assessore nelle mani del Sindaco che, donna di grande generosità, sono certo respingerà.
E’ la più grande lezione che potrà dare ad un giovane perché nella vita le intemperanze, i colpi di testa, i dispetti, le congiure ordite alle spalle, i golpe non riusciti si pagano con rinunce anche dolorose.
Non Le ho scritto per polemica, ne avrei fatto a meno! Poiché Lei mi ha scritto che tutti possono apprendere dai miei preziosi consigli e valutazioni mi sono permesso. Ne approfitti, quello che Le ho dato è un consiglio prezioso.
f.to Ignazio Zullo