Politica

Movimento 5 Stelle: “ci cercano in tanti…ma pochi hanno capito”

M5S Cassano piccola

Da qualche giorno, sono tra i cassanesi più “ricercati”.

Vecchi volponi della politica nostrana, nuove e spregiudicate leve affiliate al potente di turno, abitudinari di piazza Moro o a giovanissimi che svolazzano dietro a chi va già in giro dicendo di essere il prossimo assessore: tutti vogliono diventare amici del Movimento 5 Stelle di Cassano e dei fondatori, Roberto Mancino, Pino Coce e Beppe Tunzi (nella foto: i primi due con Giorgio Lacasella) che questa mattina, in piazza Garibaldi, hanno nuovamente montato il “gazebo”.

E’ lo stesso di qualche settimana fa, con lo stesso materiale elettorale e gli stessi arredi. La differenza? 2.398 voti, quelli che il Movimento 5 Stelle ha rastrellato alle elezioni politiche, qui a Cassano, domenica e lunedì scorsi. La differenza c’è e si vede…

“Mi hanno contatto in tantissimi, anche tra i politici di Cassano” dice Mancino. “Cittadini di destra e di sinistra – ammette – anche se queste oramai sono categorie che ritengo appartenenti al passato….ma non faccio nomi…”.

Che cosa chiedono al Movimento 5 Stelle e ai suoi rappresentanti è facile capirlo: tra un anno si vota, qui a Cassano, per rinnovare il Consiglio Comunale ed eleggere il Sindaco, il “boom” di Grillo e il suo “pacchetto” di voti se da un lato fanno paura ai partiti tradizionali ed ai movimenti, dall’altro vengono visti come una opportunità da parte di chi vorrebbe restare al governo della città o vorrebbe tornarci.

“Le richieste più ricorrenti che mi fanno? Allearsi…. – spiega ancora il portavoce cassanese dei pentastellati – mi dicono: alle amministrative è diverso che alle politiche, se vai da solo, prendi al massimo 1000 voti….per far che, stare all’opposizione?”

E qual è la risposta?, chiediamo. “Niente alleanze con i vecchi partiti e movimenti, con chi ha già governato o si è proposto per farlo” spiega Mancino.

Ma se è difficile far cambiare mentalità ai partiti, altrettanto difficile è far comprendere ai cittadini la rivoluzione culturale che Grillo indica da un paio di decenni e che le elezioni di domenica hanno fatto esplodere: “uno-vale-uno” non è solo uno slogan ultrademocratico ma un modo diverso di fare politica, di pensare la città, il suo sviluppo e il suo contesto nel territorio; significa prendersi cura quotidianamente di quel che accade intorno a sé, senza delegare, senza pensare che – chiusa la campagna elettorale e finite le elezioni – ci si rivede tra cinque anni.

“E’ la cosa più difficile da cambiare – ammette Mancino – ma la comprendo; anche io, che ho 34 anni, solo da un paio d’anni ho cominciato a interessarmi a quel che succedeva politicamente in Italia, a Cassano….prima ero indifferente e dunque comprendo come sia difficile far cambiare mentalità ai cassanesi ma d’altra parte è il solo modo possibile se vogliamo cambiare e non delegare più il nostro futuro…”.

Perfetto il paragone che Mancino fa per spiegare quel che accade nella società civile italiana: la trilogia di “Matrix” e soprattutto il primo film, per la regia dei fratelli Wachowski.

Ora il M5S è in fase organizzativa: si pensa ad una sede ma nn è detto che ci sia perchè principalmente la Rete a tenere i contatti fra gli aderenti; il problema è costituito da chi non è abituato a seguire le vicende politiche tramite internet e dunque gli attivisti cercheranno di porre una soluzione a questo problema.

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