Il PD risponde al PDL sulla vicenda IMU: “non sapete di cosa parlate”!

Dalla sezione cassanese del Partito Democratico, riceviamo e pubblichiamo un comunicato che riprende il discorso dell’IMU sulla prima casa (leggi l’articolo) in replica alla presa di posizione del PDL che in un comunicato a firma di Franco Antelmi e Pasquale Di Canosa aveva bocciato l’idea del Pd (leggi l’articolo).
Non basta chiamarsi Francesco per sentirsi papa
IMU: due assessori, una firma congiunta per produrre un documento vuoto, lacunoso, segno di non conoscenza della tematica, segno evidente di superficialità nella gestione del delicato assessorato al bilancio e di scarso rispetto verso i cittadini.
Possiamo ben dire, dopo la lettura di questo primo comunicato, che la gestione del PDL locale targata Antelmi non inizia certamente nel migliore dei modi.
Non c’è nessuna conversione del PD, ma coerenza e lungimiranza.
Vogliamo qui ricordare e ribadire la nostra proposta del 2012: riduzione al minimo consentito dell’IMU sulla prima casa con eventuale recupero sulle seconde case (il che avrebbe consentito di non colpire le fasce più deboli, ma al tempo stesso di trattare i cittadini in maniera equa, perché tutti avrebbero potuto beneficiare del provvedimento).
Ebbene, i fatti oggi ci dicono che avevamo ragione: secondo i dati forniti dalla responsabile dell’Ufficio Ragioneria, gli incassi IMU alla data dell’11/04/2013 sono i seguenti: prima casa euro 489.064,47; altri fabbricati euro 2.042.667,49; aree edificabili euro 167.238,04; terreni euro 4.243,50.
I dati di bilancio fornitici parlavano nel previsionale di euro 2.876.000 complessivi di IMU da incassare, previsione che nei dati del consuntivo del prossimo 30 aprile si è ridotta a euro 2.739.000 complessivi. Lo stesso bilancio certifica un avanzo di amministrazione di euro 647.000 che significa, in pratica, aver incassato più di quanto effettivamente servisse.
Il PD ed i suoi consiglieri non hanno bisogno di essere messi in guardia da chi ha messo inopinatamente le mani nelle tasche dei cittadini: sì, perché un avanzo di amministrazione non è segno di corretta amministrazione. È segno evidente di incapacità di programmazione e, ancor peggio, di incapacità di spesa. Avremmo anche capito un errore di calcolo nel prelievo dalle tasche dei cittadini, non potremo mai capire il lassismo e l’incapacità di ritornare ai cittadini sotto forma di servizi quanto inopinatamente sottratto.
Noi non parliamo di poesie e di chiacchiere: parliamo di ciò che avete tolto ai cittadini in un momento di crisi così pressante ed opprimente. Noi non chiediamo al nostro sindaco di non rispettare la legge finanziaria dello Stato, noi chiediamo al nostro sindaco di applicarla nel miglior modo possibile (e la legge consentiva di portare l’IMU al minimo, cosa che avrebbe di fatto esentato le fasce deboli).
Noi non abbiamo atteggiamenti illusori: affermiamo con forza quanto si poteva e doveva fare. Lo dimostra il vostro avanzo di amministrazione: applicare lo 0,2 per mille anziché lo 0,38 per mille sulle prime case significava introitare solo 231.662,12 euro in meno di IMU (dato calcolato con criterio di proporzionalità). Significava in sostanza avere un avanzo di amministrazione inferiore, significava soprattutto non vessare inutilmente i cittadini.
Concludiamo affermando che non abbiamo bisogno di intervenire su Bersani, né di essere autorevoli nel nostro intervento: il leader del Partito Democratico Bersani era sì favorevole al mantenimento dell’Imu, ma ne proponeva l’eliminazione sulla prima casa per coloro che pagavano fino a 500 euro. Un dato questo che dimostra come il possesso della prima casa sia considerato bene primario e non investimento o “bene rifugio”.