Politica

“Non devo chiedere scusa”: il sindaco chiude vicenda Massarosa

lionetti e del re

“Non devo chiedere scusa a nessuno, perché non c’è alcunchè di cui scusarsi”. Si infrange su questa frase del sindaco Vito Lionetti il tentativo del gruppo di opposizione “Per crederci ancora” di convincere il primo cittadino che la scopiazzatura delle Linee Programmatiche del Comune di Cassano da quello di Massarosa (leggi l’articolo) è stato un atto di bassa politica e che il documento andrebbe ritirato e riscritto, ha detto la capogruppo Maria Pia Di Medio.

Il punto politicamente più delicato dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale di questo pomeriggio, si è dunque “sgonfiato” in un nulla.

I lavori si erano aperti con un intervento del consigliere Michele Lopane (Pd) che ha proposto un lungo e articolato documento sulla crisi del leader mondiale del salotto, le Industrie Natuzzi di Santeramo presso il quale lavorano molti cassanesi e sul quale il consigliere ha chiesto la solidarietà da parte del Consiglio Comunale di Cassano.  Che, però, non si è espresso ufficialmente: dovrà farlo prossimamente quando il documento sarà presentato nella prossima riunione.

Da registrare anche un intervento del consigliere Alessandro Greco che ha espresso “solidarietà ai lavoratori delle acciaierie Tyssen Group aggrediti dalla Polizia mentre manifestavano per il proprio lavoro”.

Si è quindi passati a due interpellanze della minoranza: Carmelo Briano ha chiesto delucidazioni sul perché – nonostante vi sia una convenzione con il Comune – presso l’”Ecopunto “ di via Giotto, la plastica non venga ritirata dal gestore del servizio rifiuti, mettendo a repentaglio l’attività del “negozio che compra i rifiuti” e che in soli cinque mesi ha all’attivo oltre 600 clienti.

La Di Medio, poi, ha chiesto spiegazione sulla recente decisione del sindaco di nominare un suo “portavoce” (leggi l’articolo) invece di un Addetto Stampa del Comune che riporti ai mass-media le attività dell’ente e non solo del primo cittadino. “Avete voluto evitare l’Avviso Pubblico? E come giustificate l’elusione della legge 150/2000?” ha chiesto la capogruppo dell’opposizione ricordando che anche durante il suo mandato fu nominato, dopo l’avviso pubblico, un Addetto Stampa del Comune e per sostenere i relativi costi fu tagliato lo stipendio del sindaco di circa 1.000 euro al mese. “Questa nomina ci sembra il pagamento di una cambiale elettorale” ha concluso la Di Medio che ha fatto notare come nella delibera di Giunta si istituisca la figura del portavoce ma in realtà gli vengono attribuiti compiti da addetto stampa.

Ad entrambe le interrogazioni , il sindaco ha garantito una risposta scritta entro trenta giorni.

Entrando nel vivo dei lavori, l’assessore alla politiche sociali, Enza Battista ha illustrato il nuovo Piano Sociale di Zona 2014/2016: “una mera presa d’atto – ha spiegato la Battista – dato che il Piano è stato già approvato nella sua forma sostanziale lo scorso aprile” e pur con diversi tagli da parte della Regione Puglia, si è riusciti a mettere in cantiere diverse iniziative per il sociale, le famiglie bisognose, i senza lavoro. Il Piano è passato all’unanimità, con la raccomandazione espressa dalla consigliera Angela Contursi “affinchè si lavori per cui il Comune capofila (attualmente Grumo Appula, ndr) debba ruotare fra tutti i Comuni che fanno parte del Piano”.

Sempre all’unanimità dei voti sono stati approvati i sei riconoscimenti dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive in altrettante cause che il Comune ha perso nei confronti di cittadini che per varie ragioni lo hanno trascinato in giudizio.  Unanimità anche sulla causa Asl-Comune per quel che riguarda il trasporto disabili, una vicenda che si trascina dal 1998 e che non si è ancora del tutto conclusa.

Anche il debito con la “Infraterr”, la società che progettò la Circonvallazione (mai realizzata) è stato riconosciuto come tale, guardando positivamente – da parte delle opposizioni – alla transazione che permetterà all’ente di risparmiare diverse centinaia di migliaia di euro sulle richieste iniziali da parte della ditta barese.

L’ultimo punto all’ordine del giorno era quello, come dicevamo, della richiesta, da parte del gruppo di minoranza, di ritirare la Delibera di Consiglio Comunale dell’agosto scorso perché macchiata da plagio e scopiazzature: “il rapporto di fiducia con chi si governa – ha detto la Di Medio – va reso sempre credibile e in questo caso è mancata proprio la fiducia nei confronti dei cittadini”.

Per il sindaco, invece, per parlare di questa vicenda si è sprecato inutilmente del tempo visto che solo per quel che riguarda la parte generale del documento vi sono degli spunti riguardanti buone prassi: “nessuno ha copiato nulla”, ha assicurato Lionetti ribadendo che la parte del documento inerente gli obiettivi specifici “ricalca il programma elettorale” per il quale i cittadini hanno votato “Rinascita”.

In realtà sono diversi i punti di “congiunzione” fra i due documenti, anche nella parte “specifica”: basta leggere e confrontare (leggi qui).

Per il sindaco, poi, è una bufala che qualche amministratore cassanese abbia avanzato l’ipotesi che sia stata Massarosa a copiare dal Comune di Cassano, essendo il loro documento datato 2009.

“Vi chiediamo di annullare quel documento – ha ribadito Ignazio Zullo – o perlomeno aprire un momento di riflessione su quanto successo e anche in autonomia andare a rivedere se c’è qualcosa che non va” ma la proposta è stata bocciata, anche a nome della maggioranza, dall’assessore Davide Pignatale per cui “la colpa non sussiste: non ci sono le condizioni per accogliere tale proposta”.

Che infatti è stata bocciata con 12 voti contrari e 5 a favore.

 

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