Cultura

Cassano ha un luogo della memoria per la Liberazione

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Ora finalmente Cassano ha un luogo fisico dove ricordare coloro che settant’anni fa diedero la vita per la Liberazione dell’Italia, all’indomani della sconfitta del regime nazifascista.

Un altro dono che la Fondazione “Albenzio-Patrino” ha fatto al paese, nel corso di una cerimonia solenne, svoltasi questa mattina in piazza Moro, benedetta dalla pioggia nel corso degli interventi di autorità e invitati.

 

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Con il Presidente della Fondazione, Francesco Giustino, i fondatori Antonia Patrino e Giuseppe Albenzio, il sindaco di Cassano Vito Lionetti, il parroco don Nunzio a fare gli onori di casa, innumerevole l’elenco delle autorità civili presenti alla cerimonia, assieme a numerosi Sindaci delle città vicine e una folta rappresentanza di studenti di ogni ordine e grado delle scuole cassanesi, “i veri ospiti d’onore di questa giornata”, come ha detto la vice-presidente prof.sa patrino nel suo intervento.

“Se siamo liberi non è un caso. La libertà – ha detto il Sindaco – non ce l’ha regalata nessuno ma ci è stata data grazie a persone che ci hanno creduto e che hanno lottato per essa. Il frutto di questa scelta è stata la Carta Costituzionale” e citando una famosa trasmissione di Roberto Benigni Lionetti ha ricordato come essa è stata definita “la più bella del mondo”.

Agli alunni, agli studenti, dunque, Lionetti ha lanciato l’appello a far sì che quel che oggi si sta celebrando non vada mai dimenticato.

 

 

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Imponente, poi, la presenza delle Forze dell’ordine rappresentate al massimo grado, per quel che riguarda la Legione Carabinieri Puglia, con il Generale Claudio Vincelli, affiancato dal nostro concittadino Filippo Giampietro, Comandante della Polizia Stradale di Gioia del Colle, da rappresentanti della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato oltre a nutrite rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’Arma.

Tutti hanno sottolineato l’importanza del trasmettere la memoria storica alle nuove generazioni, per coloro che con sacrificio hanno permesso di vivere in una democrazia.

“La Liberazione – ha detto nel suo intervento la prof.sa Patrino – è la conclusione di un lungo percorso cominciato dal Risorgimento, teso a unificare la Nazione italiana. Ecco perchè ci piace che tutti guardassimo alle Istituzioni con simpatia, perchè esse sono il risultato di chi ha lottato per noi affinchè noi tutti ci si senta parte di quella storia”.

“La liberazione non è teminata – ha detto don Nunzio benedicendo l’opera – perchè ogni giorno dobbiamo operare per liberare i nostri luoghi dalle mafie, dal malaffare, dall’egosimo, dall’incapacità di accogliere l’altro”. 

In conclusione, il prof. Antonio Leuzzi, Direttore per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea ha ringraziato, anche a nome delle associazioni di partigiani, la Fondazione e il Comune per aver scelto di non dimenticare, per far sì che ognuno continui a riflettere sulla necessità che certe tragedie non si ripetano.

“Ci uniamo con convinzione  – ha scritto in una nota Maria Pia Di Medio, capogruppo Consiliare “Per crederci ancora” – al sentimento di gratitudine verso chi ha combattuto per la Liberazione. Questo sentimento, manifestato oggi con la cerimonia per l’apposizione della lapide sul Palazzo di Città a cura della Fondazione Albenzio Patrino, ci deve far riflettere quotidianamente sul sacrificio e sulla abnegazione di tutti quelli che ci hanno consegnato un’Italia democratica, uno Stato con la Costituzione più bella del Mondo. Nel Comitato di Liberazione Nazionale vi erano uomini come Pertini, Parri, De Gasperi e Ugo La Malfa il cui insegnamento di libertà, tolleranza e solidarietà continua ad ispirarci. Auguriamo a tutta la comunità di conservare quei valori con la genuinità con cui ce li hanno consegnati i padri. W la Repubblica Italiana.

 

 

Sul settimanale  “La voce del paese” in uscita venerdì 1° maggio, i discorsi, i commenti, la cronaca e un ampio servizio fotografico sull’evento odierno.

 

 

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