I cani non ci sono ancora ma i soldi sì

Cani, non ce ne sono ancora nel rifugio comunale di via Sannicandro. Ma soldi sì dato che il Comune di Cassano ha erogato all’associazione “Anta” onlus (che gestisce il canile cassanese) già 37.500 euro per alcune spese già sostenute ma che al momento non si conoscono. E sulla vicenda c’è stato un botta-e-risposta fra il sindaco Vito Lionetti e il gruppo di minoranza consiliare “Per crederci ancora”.
In una nota, il gruppo scrive: “Portiamo a conoscenza di tutti i nostri concittadini gli inciuci di palazzo che ultimamente stanno caratterizzando, e non di poco, la vita politico-economica del nostro Comune. Da un lato si piange miseria, e dall’altro si liquidano ingenti somme di denaro pubblico senza pretendere alcuna rendicontazione prevista per legge.
Nel Consiglio Comunale del 29 ottobre scorso, avevamo interpellato il Sindaco sulla questione canile che vi riproponiamo integralmente.
Oggetto: determina n. 179 del 30/09/2015
Con la determina citata in oggetto, è stata disposta la liquidazione di Euro 37.500,00 in favore dell’associazione ANTA Onlus sezione di Toritto – Cassano delle Murge nell’ambito del progetto DOG HOUSE;
CONSIDERATO che, ad oggi, non risulta svolta da parte dell’Associazione Anta Onlus alcuna attività in merito a quanto stipulato in convenzione;
RITENUTO che a fronte di ogni liquidazione ci deve essere la tempestiva e anticipata rendicontazione;
INTERPELLIAMO: il Sindaco e/o l’Assessore competente per conoscere quali sono le attività svolte ad oggi, ma non relazionate né rendicontate, dall’associazione Anta Onlus, tanto da aver determinato la liquidazione di euro 37.500,00. Si chiede pertanto, con estrema urgenza, la rendicontazione di tutte le attività pari all’importo erogato, così come previsto dalla convenzione sottoscritta con la Regione Puglia.
Il Sindaco nel Consiglio Comunale del 27 novembre ci risponde in questo modo: in relazione all’interpellanza in oggetto si specifica che l’art. 12, lett. a) della sottoscritta convenzione con Anta Onlus, prevede l’erogazione già in sede di sottoscrizione della convenzione della prima rata pari al 50% dell’importo convenuto a titolo di rimborso spese, senza alcuna necessità di rendicontazione, trattandosi appunto delle spese a sostenersi dal gestore. Tale erogazione, alla pari di quelle successive, è comunque soggetta alle modalità di successive rendicontazione di cui alla lett. b) del medesimo articolo.
Fin qui la risposta del Sindaco.
E noi l’art. 12 e soprattutto la lettera b) ve la riportiamo testualmente: fermo restando quanto previsto dal comma precedente, l’Anta Onlus sarà obbligata a produrre con cadenza mensile, entro il 30 di ogni mese, i documenti giustificativi delle spese ammissibili, effettivamente sostenute e quietanziate nei termini di legge”.
A quanto pare, dunque, il 30 del mese scorso, nessuna rendicontazione è stata portata all’attenzione del Comune tanto che così prosegue la nota del gruppo consiliare: “Giudicate Voi lettori se è possibile utilizzare soldi dei cittadini in questo modo, e soprattutto ricevere tali risposte dal Sindaco. Chiediamo con forza di esigere da Anta Onlus la rendicontazione fino all’ultimo centesimo così come prevede la sottoscritta convenzione. E se l’associazione Anta Onlus non è in grado di portare avanti l’attività per la quale si è impegnata e proposta, rinunciasse all’incarico”.
Già in passato sulla questione canile (i cui lavori avrebbero dovuto concludersi quasi due anni fa) ci sono state polemiche fra l’amministrazione comunale e il gruppo di opposizione. Quando ancora a guidare l’Assessorato all’ambiente (con competenze sul randagismo) c’era Maria Luisa Marazia, infatti, emerse che era stata rivista da parte dell’amministrazione la convenzione con l’Anpa che portava da 1,75 euro a 2,10 euro al giorno la tariffa per cane.
“Ciò significa – spiegava l’ex sindaco Di Medio – 13mila euro in più all’anno. Ma perchè questa azione? perchè questo aumento? dove andranno a finire questi soldi?”. La Di Medio spiegava che quel prezzo era previsto da un gara d’appalto che l’Anpa vinse anni fa. Per la Marazia l’Anpa non ce la faceva a sostenere i costi alle tariffe previste dalla vecchia amministrazione, ecco perchè gli stessi furono rivisti.
“E’ gravissimo questo atto” dissero i consiglieri di minoranza invitando il Presidente del Consiglio a inviare a organi superiori di controllo questi atti.
“Se la ditta, l’associazione non ce la fa a stare in quei costi, rinunci all’appalto e si faccia un’altra gara ma non può il Comune andare incontro alle richieste dell’Anpa o di chiunque altro ente appaltatore….”.