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“Luci a teatro” porta in scena “C’era una volta una povera bambina”

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“C’ERA UNA VOLTA UNA POVERA BAMBINA” il titolo del lavoro teatrale, liberamente ispirato a Woyzeck di Georg Büchner, che Giovedì 31 Marzo – con due repliche ore 19,00 e ore 21,00 – andrà in scena presso l’Oratorio Santa Maria Assunta – Via Fermi a Cassano delle Murge a cura dell’associazione “Luci a teatro”.

In scena Tonia Borrelli, Giuseppe Campanale, Vito Campanale, Maria Cantacessi, Concetta Cassano, Francesca D’Ambrosio, Angela De Grandi, Clelia De Grandi, Giuseppe De Grandi, Giovanni Dimauro, Giuseppe Fieno, Saverio Flace, Chiara Luce, Rosangela  Luiso, Cosimo Macchia, Teresa Nuzzi,  Giulia Pedone, Maria Antonietta Pedone, Maria Quarto, Pasquina Quatraro, Roberto Scarano, Maria Lucia Siciliano, Giovanna Volpe.

ideazione e regia Lello Tedeschi, Piera Del Giudice.

Con questo spettacolo si conclude un appassionante laboratorio teatrale di quattro mesi, curato da CasaTeatro, che ha coinvolto ben ventitre persone di tutte le età, alcune delle quali si sono avvicinate al teatro per la prima volta.  E’ stata un’esperienza alla scoperta del corpo, della voce, dello spazio, della presenza, della relazione, dell’improvvisazione, del lavoro di gruppo: un viaggio per giocare bene al teatro e capire meglio che cos’è e come funziona a partire da se stessi, dalle proprie qualità fisiche e emotive.

Dopo una prima fase di lavoro sulle tecniche di base abbiamo incontrato un testo classico, Woyzeck di Georg Büchner, capolavoro drammatico scritto nel 1837 ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto, e avviato una nuova fase che trova ora il suo compimento con questa messinscena. I fatti sono semplici. Protagonista è il soldato semplice Franz Woyzeck, che cerca di sostenere con i lavori più umili la sua compagna Marie e il loro figlio. Marie però lo tradisce, lui lo scopre e reagisce con comportamenti sempre più folli che lo porteranno a uccidere la sua compagna. Tuttavia c’è qualcosa, in questa vicenda, che va al di là della semplice storia di tradimento e follia e rende quest’opera il capolavoro che è: Woyzeck è preso dalla gelosia, certo, ma è soprattutto un uomo profondamente umiliato dalla vita e dalle persone che lo circondano. E tali circostanze mostrano quanto a volte sia misera e pericolosa la natura umana, non solo quella di Franz ma la natura umana di tutti, soprattutto di coloro che a Franz si sentono superiori. Franz è un uomo profondamente attaccato alla vita e alla sua compagna, e il suo gesto estremo può essere anche interpretato come un atto di ribellione per la condizione di oppressione in cui vive e in cui vede vivere tutti, quasi fosse un gesto di inevitabile, lucida follia.

L’opera l’abbiamo riscritta e adattata in modo corale. E anche se riportata ai giorni nostri, l’abbiamo immaginata come una favola senza tempo, provando a restituirne le atmosfere più che i fatti, evocando soprattutto gli stati d’animo e le emozioni dei protagonisti, con toni che vanno dal tragico al grottesco. 

 

Ingresso libero, solo su prenotazione tramite mail luci.ateatro@gmail.com oppure 347/3184642.

 

 

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