La Guardia di Finanza in Comune cerca le carte sugli appalti

La gara di affidamento per le pulizie degli stabili comunali e quella della piccola manutenzione avviate dal Comune di Cassano delle Murge nei mesi scorsi sono finite nel mirino della Guardia di Finanza.
Ieri mattina, per circa cinque ore, presso gli uffici comunali di piazza Rossani uomini delle Fiamme Gialle hanno fotocopiato documenti, atti e tutto il materiale relativo ai due affidamenti che l’Amministrazione Lionetti, poi decaduta, mise a gara nel settembre 2016 portando via diversi faldoni.
La Guardia di Finanza si è mossa con ogni probabilità sulla scorta di alcune denunce presentate a suo tempo da una delle due ditte che partecipavano alla gara per la pulizia e guardiania degli stabili comunali e dal gruppo consiliare di minoranza che su quella gara – vinta dalla “Italservice” di Bari – puntò l’attenzione a causa di una serie di anomalie che finirono, poi, in un esposto inviato alla magistratura contabile e all’Anac, l’Autorità anti corruzione presieduta da Cantone.
Come si ricorderà, infatti, nella denuncia di “Per crederci ancora” si faceva riferimento alla gara (tecnicamente una “procedura di affidamento” dato che è il Comune che decide le ditte da invitare, formula prevista dalla legge corrente) con base d’asta, prevista di 34.400 euro + iva.
E qui, si leggeva nella denuncia, sta la prima anomalia dato che il prezzo previsto è estremamente basso, al di sotto, cioè, dei valori di mercato e delle tariffe vigenti. Per di più, la Italservice srl vinse la gara con un ribasso del 10%. Come fa, dunque, una ditta a pagare sei lavoratori (per complessive 102 ore al mese pro capite) a fornire materiali per la pulizia, mezzi di protezione, formazione e via di seguito con 7.740 euro al mese? Senza alcun guadagno per sé, essendo comunque una società.
“E’ una anomalia economica” scriveva nella denuncia il gruppo di opposizione invitando l’Anac ad indagare i motivi dell’eccessivo ribasso su una gara che già di per sé sarebbe a perdere.
Ma vi sono altri motivi che rendevano “strana” quella gara, come quello della busta che fu aperta dall’addetta comunale dell’Ufficio Protocollo perché senza alcuna dicitura (prevista dal disciplinare) e invece riammessa alla gara: risulterà, poi, quella vincente.
Il disciplinare di gara, cioè, prevedeva “pena esclusione”, che sulla busta delle ditte che partecipavano alla gara fosse scritto “Gara di appalto – servizio di pulizia e presidio” mentre invece sulla busta spedita dalla ditta che poi vincerà non c’era alcuna dicitura se non l’indirizzo del Comune di Cassano. Tant’è che l’impiegata aprì la busta, pensando si trattasse di una normale lettera. Solo dopo ci si accorse che conteneva i documenti inviati per partecipare alla gara.
Altra vicenda sotto la lente di osservazione, quella della piccola manutenzione, affidata ad una Cooperativa sociale di Grumo Appula, “La Fenice”: anche in questo caso, come si ricorderà, non mancarono le polemiche politiche e le prese di posizione di alcuni componenti della maggioranza di “Rinascita”, l’Assessore De Grandi e il Capogruppo Paparella che fecero mancare l’appoggio al Sindaco nel corso del Consiglio Comunale del 20 ottobre scorso dando poi il via ad una sequela di problematiche culminate con le dimissioni del Sindaco Lionetti all’inizio di dicembre scorso ed alla caduta prematura della sua Amministrazione.
Tutte presunte irregolarità su cui evidentemente la Guardia di Finanza adesso vuole vederci chiaro, anche alla luce del rinnovo di entrambi gli affidamenti, nel mese di gennaio, in vista di una nuova gara.