Cronaca

ASL Bari condannata per demansionamento di un autista

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 Ci sono voluti più di otto anni di battaglia giudiziaria ma alla fine ha avuto ragione dalla legge.

Il Tribunale di Bari, infatti, l’altro giorno ha emesso una sentenza di primo grado con la quale dà ragione all’autista di ambulanza, il cassanese Michele Castellucci e condanna la ASL Bari a reintegrare il lavoratore nelle funzioni lavorative per le quali fu assunto ovvero “Operatore Tecnico Autista”.

Della vicenda si occupò questo giornale diversi anni fa, quando fece emergere il caso di questo operatore che veniva ingiustamente vessato dai vertici della Asl.

Castellucci, prima operatore specializzato presso la Croce Rossa che gestiva la postazione del “118” di Santeramo in Colle, fu quindi assorbito, assieme ad altri lavoratori, dalla Azienda Sanitaria Locale ma per motivi non del tutto chiariti invece che a guidare le ambulanze fu messo a trasportare…carta igienica!

Inutili le proteste, inoltrate per iscritto a tutti i responsabili, da parte del lavoratore, anche attraverso organizzazioni sindacali e la denuncia pubblica sulla stampa: al lavoratore veniva impedito di lavorare secondo le proprie competenze.

Al che il ricorso al Tribunale fu inevitabile, dopo circa quattro anni di malversazione. Nel febbraio di quest’anno il Giudice tentò una inutile conciliazione con l’Azienda sanitaria barese.

Il 26 novembre scorso, quindi, i giudici hanno riconosciuto a Michele Castellucci il diritto ad essere reintegrato nella posizione lavorativa per cui fu assunto, condannando la Asl a risarcire il lavoratore di tutte le somme non percepite dopo il suo dimensionamento a partire dal novembre 2010.

Grande, naturalmente, la soddisfazione del nostro concittadino che ha ottenuto finalmente giustizia dopo anni di gravi disagi.

 

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