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Lavori in piazza Rossani: tutto quel che non va

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Calcoli sbagliati, preventivi farlocchi, procedura di appalto fantasiosa, nessun progetto per la esecuzione dei lavori.

Sono le pesanti accuse contenute in una interpellanza che i tre gruppi di minoranza hanno rivolto nei confronti dell’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Cassano, Angelo Giustino sui lavori in corso in piazza Rossani dove, con i fondi messi a disposizione del Governo Italiano (100mila euro), si sta procedendo a rifare il basolato oltre a lavori di ripristino della Sala Consiliare e del Municipio di piazza Moro.

“Con l’Atto n. 176 del 14 maggio scorso – si legge nella interpellanza – l’Ufficio Tecnico, a firma dell’ing. Satalino, ha disposto 4 affidamenti diretti ad altrettante imprese di fiducia, proprio l’ultimo giorno utile, pena la perdita del finanziamento. Tralasciando la procedura di appalto che definiremmo a dir poco fantasiosa e creativa, non si comprende in che modo siano state richieste le offerte e come sia possibile che un’offerta non sia nemmeno firmata, invece altre due siano firmate dalla stessa persona; inoltre tutte e tre le offerte presentano  un protocollo consecutivo (5895, 5896, 5897). Il tutto appare come una vera e propria furfanteria”.

Ma al netto di tutto ciò,  che richiederebbe ulteriori approfondimenti (forse non è questa la sede di discussione ma piuttosto la Procura della Repubblica e l’Autorità Anticorruzione), si rileva:

–          la mancanza di  un progetto;

–          che l’intervento andava  inserito nel programma delle opere pubbliche, cosa pure non fatta;

–          che l’importo dei lavori commissionati è in realtà pari a 125.000 euro, contrariamente a quanto calcolato nell’Atto, quindi si supera di circa 25000 euro l’importo erogato dal Governo; infatti i conti non tornano, perché 135 euro a metro quadrato moltiplicato per i 425 metri quadrati conteggiati, sono uguali a 57.375 euro e non 36.550 euro, come erroneamente riportato nella determinazione.

Siamo di fronte o a un falso in atto pubblico od a una insufficiente copertura finanziaria o comunque a un futuro debito fuori bilancio, considerato che il visto di regolarità contabile è per 100.000 euro.

Le imprese che stanno realizzando i lavori o dovranno aspettare per essere pagate e chissà dovranno rivolgersi a un legale per vedersi riconoscere il giusto corrispettivo, o dovranno eseguire i lavori a un prezzo più basso o realizzare una minor quantità” scrivono i tre gruppi di minoranza.

Sette le domande a cui l’Assessore Giustino dovrà rispondere (e di cui si è riservato di fornire risposta scritta entro 30 giorni, come legge prevede):

1) Perché é mancata la programmazione dei lavori da realizzare?

2) Quali sono i motivi della mancanza del progetto e l’utilizzo della modalità dell’urgenza ?

3) Chi è il Direttore dei lavori, chi  il Responsabile della sicurezza?

4 ) Intende richiamare l’ing. Satalino alla corretta riformulazione del calcolo dell’importo che supera il valore-soglia dei 100.000 euro e quindi annullare in autotutela la determinazione?

5) Cosa intende fare, realizzare tutti i 425 metri quadrati di basolato o ridurli? O raddoppiare i costi? Insomma che fa, lascia o raddoppia? Ovvero, lascia i lavori fatti male o aumenta i costi sforando il finanziamento ricevuto?

6) Verranno prelevati ulteriori 25.000 euro (circa o più) dal bilancio dei cassanesi, e in tal caso, da quale capitolo di spesa?

7) Sceglierà di evitare contenziosi con le ditte esecutrici, facendo realizzare loro opere parziali e non a regola d’arte, oppure impegnerà il pagamento in favore delle imprese esecutrici spendendo in tal modo di più formando, eventualmente, anche un debito fuori bilancio?”.

 

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