RESISTENZA: ANALISI STORICA O GIUSTIFICAZIONE NELLA STORIA?
L’ideologia che ha suggerito l’articolo “Le resistenze e oltre” pubblicato su CassanoWeb, è stata quella dell’odio e dei risentimenti per un passato, che per nostra fortuna non c’e’ più, e non mi sembra che l’articolista si sia totalmente spogliata da queste vesti.
Ha parlato solo degli effetti dello sciagurato ventennio fascista che sicuramente possono e vanno condannati, anche perché oggi e dopo 65 anni, comunque sia ogni atto di violenza va condannato.
Neanche una parola sulla causa che ha generato tanto odio tra gli italiani!
La storia va analizzata e giudicata solo se si ha la capacità di chiedere gli occhi, sognare di vivere quel periodo storico.
Mi pongo una domanda: cosa faccio la vittima o il carnefice?
Fare i conti con il passato è necessario per continuare a vivere, ma va fatto nella sua interezza e non analizzando solo i pezzi di storia che ci fanno comodo; questa è mistificazione, è falsare una dignità di una nazione.
Bisogna avere il coraggio di giudicarsi anche quando si e stati carnefici (per oltre 20 anni) e non solo quando si diventa vittima.
La vendetta è un sentimento e per molti italiani vittime, che avevano vissuto e subito i drammi del fascismo,purtroppo anche dopo il’
I superstiti delle vittime dei genocidi,delle purghe,dei soprusi,dei campi di concentramento italiani,delle leggi razziali italiane,degli espropri che gli italiani hanno fatto nei territori occupati e invasi(compresa l’Istria),dei collaborazionisti fascisti, i condannati dei tribunali speciali,gli ebrei italiani deportati ,tutti questi superstiti hanno vissuto con il sentimento della vendetta, la loro vendetta.
I forni crematori, i campi di concentramento, gli aguzzini, erano forse solo tedeschi nazisti oppure anche italiani fascisti?
Ricordo La risiera di San Sabba, uno degli 11 campi di concentramento fascista italiani,dove gli italiani andarono a morire.
Giovanni Gentile varrà…. un Giacomo Matteotti,un Gobetti,un Antonio Gramsci e tanti altri?
Non c’e’ giustificazione per l’assassinio del Gentile ……credo che neanche per gli altri .
… E poi ci sono i PARTIGIANI:
Giovani, intellettuali, anziani, imprenditori, donne, soldati, cattolici, comunisti, socialisti, gente di ogni estrazione politica e sociale, che vi piaccia o no, LIBERAMENTE decisero di combattere e morire per ridare a questo popolo dignità, libertà, democrazia e decoro, piaccia o no ai nostalgici fascisti di tutti i tempi.
Bisogna imparare dal popolo tedesco che ha avuto il coraggio di ripudiare il nazismo e ricominciare ha testa alta; in Italia fino a quando si tenterà di giustificare il fascismo e addirittura passare per vittime, andremo sempre ha testa bassa e con vergogna, e non ci sarà mai il giorno della pacificazione nazionale.
La storia sarà analizzata dalla storia:se l’Italia continuerà ad essere una nazione libera,allora avrà vinto
Impariamo a esseri seri analisti della nostra storia, …. senza tentativi di giustificazioni nazionali.
In silenzio piangiamo questi morti….senza dimenticare, e senza confusione.
…mio padre è stato prigioniero, liberato nel ’45, nei campi di lavoro di Birkenau, e suo fratello non è mai tornato dal fronte russo……. Erano due semplici italiani, che non interessavano morire per nessuna guerra al mondo.
Le vittime del fascismo
I 42 fucilati nel ventennio su sentenza del Tribunale Speciale.
Coloro 28.000 che subirono anni di carcere e confino politico.
Gli 80.000 libici sradicati dal Gebel con le loro famiglie e condannati a morire di stenti nelle zone desertiche della Cirenaica dal generale Graziani.
I 700.000 abissini barbaramente uccisi nel corso della impresa Etiopica e nelle successive “operazioni di polizia”. I combattenti antifascisti caduti nella guerra di Spagna.
I 350.000 militari e ufficiali italiani caduti o dispersi nella Seconda Guerra mondiale.
I combattenti degli eserciti avversari ed i civili che soffrirono e morirono per le aggressioni fasciste.
I 45.000 deportati politici e razziali nei campi di sterminio, 15.000 dei quali non fecero più ritorno.
I 640.000 internati militari nei lager tedeschi di cui 40.000 deceduti ed i 600.000 e più prigionieri di guerra italiani che languirono per anni rinchiusi tra i reticolati, in tutte le parti del mondo.
I 110.000 caduti nella Lotta di Liberazione in Italia e all’estero.
Le migliaia di civili sepolti vivi tra le macerie dei bombardamenti delle città.
Quei giovani che, o perché privi di alternative, o perché ingannati da falsi ideali, senza commettere alcun crimine, traditi dai camerati tedeschi e dai capi fascisti, caddero combattendo dall’altra parte della barricata.