Politica

Stefàno: “l’agricoltura si salva riorganizzandosi”

stefano a Cassano

Risposte precise a problemi concreti quelle dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Dario Stefàno che l’altra sera ha parlato nella sala consiliare nell’ambito de “Le interviste di rilievo 2012” organizzate dal Presidente del Consiglio Comunale, Ignazio Zullo, accolto dal sindaco Maria Pia Di Medio.

Intervistato dal suo omologo comunale, Michele Ruggiero e dal pubblico, Stefàno non si è sottratto ai numerosi interrogativi, alcuni anche molto tecnici e specifici tenendo, però a ribadire diverse volte due concetti chiave. Il primo: “se l’agricoltura, pugliese in particolare, vuole continuare ad essere settore economico trainante, deve cambiare mentalità nella gestione e soprattutto nell’organizzazione; nella sola Europa ci confrontiamo con realtà aziendali che sono grandi, mediamente, 200-300 ettari, come la Francia o la Spagna a fronte di aziende italiane che hanno, come estensione agricola media, poco più di 3 ettari”.

Stefàno, dunque, ha invitato ancora una volta a consorziarsi, a stare uniti sul mercato poiché è quello il modello di sviluppo del mondo globalizzato: “In Trentino – ha spiegato in uno dei tanti esempi l’assessore – ci sono migliaia di produttori di mele ma 1 solo Consorzio : nessuna mela viene venduta al di fuori di quel Consorzio, né al piccolo fruttivendolo né alla grande distribuzione”.

Gli esempi in Puglia non mancano. L’assessore ha parlato di una cooperativa vitivinicola del Tarantino a cui numerosi produttori di uve che conferiscono il prodotto all’azienda che l’anno scorso ha venduto, nel mondo, 8 milioni e mezzo di bottiglie. Il modello cooperativistico, dunque, è per l’assessore quello vincente “naturalmente modernizzato nella struttura e nelle dinamiche commerciali perché non può più esistere la cooperativa a cui il produttore conferisce il prodotto e tutto finisce lì”.

L’altro concetto chiave è la territorialità e ancora una volta è stato spiegato con un esempio derivante da un esperimento commerciale fatto da una cooperativa del Tavoliere di Puglia che produce asparagi: ha diviso lo stesso prodotto in due linee commerciali, ponendo solo su uno il marchio “Prodotto in Puglia” e lasciando l’altro “anonimo”. Ebbene: “le vendite con marchio Puglia si sono decuplicate”, ha detto l’assessore, spiegando che “oggi la Puglia è una regione che fa paura, in senso buono, ai mercati, poiché è una regione in crescita, attenta alle novità, riconosciuta per le sue qualità tant’è che c’è un forte ritorno all’agricoltura da parte dei giovani”. Stando ai dati di Stefàno, nel periodo 2007-2012 la Puglia ha insediato oltre 2000 giovani agricoltori grazie ai programmi di sostegno dell’Unione Europea, più di tutte le altre regioni italiane. D’altra parte le domande poste all’assessore nella sala consiliare cassanese sono venute proprio da giovani imprenditori agricoli come i cassanesi Bartolo Lanzolla e Felice Lanzolla.

Riconoscibilità delle provenienze, dunque; marchi; tracciabilità sono le parole d’ordine della moderna agricoltura che deve innovarsi nella tradizione ma stando sempre molto a contatto con il territorio i cui protagonisti, le aziende agricole, stanno attraversando momenti molto difficili con costi delle materie prime che aumentano, tasse vertiginose, controlli che si moltiplicano e che spesso si smentiscono a vicenda.

In conclusione il Presidente Zullo ha concluso l’incontro ringraziando la disponibilità dell’assessore Stefàno proprio nel mettersi a disposizione del mondo agricolo, in modo concreto “tipico di chi ha una cultura del fare che è diversa e contraria da quella del sospetto che nulla costruisce e tutto distrugge, portata avanti da chi non vuole in confronto e non scommette sulle proprie capacità per migliorare se stesso, gli altri e l’ambiente che ci circonda”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *