La Di Medio come Di Maio sulla piscina di Grumo

La maggioranza “X TE” blinda ancora una volta la Sindaca Maria Pia Di Medio e respinge le due mozioni che i Consiglieri di minoranza hanno presentato ieri sera in Consiglio Comunale.
Pur con qualche crepa di troppo – alla seconda votazione la maggioranza ha potuto contare su 8 voti su 12, per via di quattro defezioni – la lista della Sindaca erige attorno alla sua leader un muro invalicabile, nonostante i furibondi attacchi del capogruppo di “Prima Vera Cassano”, Teodoro Santorsola e dei suoi colleghi di opposizione.
La nota positiva è che la Di Medio si è impegnata a far annullare la delibera sulla tanto contestata “piscina di Grumo” che dovrebbe essere costruita con i fondi per i servizi sociali del Piano di Zona: 40mila euro l’anno per 20 anni. Per la Sindaca cassanese, infatti, il primo cittadino di Grumo Appula Michele D’Atri sarebbe andato oltre la semplice idea – tutta di discutere – di promuovere attività a favore di minori e disabili legate al nuoto, impegnando fondi del Piano senza il reale avvallo degli altri Sindaci (Acquaviva, Toritto, Binetto e Sannicandro).
Una “adesione ideale al progetto”, insomma, che si sarebbe trasformata, grazie ad una non meglio identificata “manina” (come da dimaio memoria) in un voto favorevole in una delibera, che invece per la Di Medio non ci sarebbe mai stato.
Il Consiglio, durato oltre sette ore e mezza, è cominciato con un’ora di ritardo a causa del mancato collegamento per la diretta “streaming”; in apertura dei lavori la Presidente Antonia Gatti ha reso noto che ad un nostro concittadino, Giuseppe Vulpio, classe ’22 è stata assegnata nei giorni scorsi la Medaglia d’onore della Presidenza della Repubblica concessa ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti, durante l’ultimo conflitto mondiale e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Solo tre pugliesi l’hanno finora ricevuta e solo il nostro concittadino è ancora in vita: dunque un grande onore. Offuscato, però, come ha rivelato Santorsola, dal fatto che a ricevere l’onorificenza, lo scorso 25 gennaio in Prefettura, non c’era alcun componente della Amministrazione cassanese a fianco della famiglia Vulpio. Che con una lettera inviata al Consiglio, ieri sera, ha ringraziato tutti i componenti della massima assise cittadina per il riconoscimento.
Dopo un’altra ora circa di schermaglie fra le minoranze e la Presidente Gatti, a cui le opposizioni contestano le modalità di inserimento di alcuni punti all’ordine del giorno nei lavori del Consiglio, si è entrati nel vivo dei lavori con la presa d’atto della nomina, da parte della Prefettura del nuovo Revisore unico dei conti nella persona di Gianfranco Montanaro (foto sotto), di Latiano (Br), a cui l’Assemblea ha augurato buon lavoro.

A maggioranza, poi, è stata approvata una piccola modifica al Regolamento di contabilità: scelta contestata dalle minoranze perché comprimono i tempi per presentare proposte sul Documento Unico di Programmazione (che l’Amministrazione non ha ancora approvato, nonostante la scadenza è fissata al 31/07/2018) da parte dei Consiglieri. Che dovrebbero farlo in 15 giorni (anziché 45) e nel pieno del periodo estivo.
Si è passati, quindi, a discutere la prima delle due mozioni presentate dalla minoranza, illustrata da Teodoro Santorsola. Essa verte sulla scelta dell’Amministrazione di costituire un Nucleo di Valutazione, sull’operato dei dipendenti, anziché sull’Organismo indipendente di Valutazione nonché sul fatto di aver prima aperto i termini per fare domanda, poi escluso senza motivo e soprattutto senza alcun appiglio legislativo due nomi eccellenti: Rosella Giorgio, Segretario Generale presso il Comune di Acquaviva e già membro dell’OIV e Domenico Giorgio, già Segretario generale di diverse amministrazioni fra cui la ex Provincia di Bari.
Per la Sindaca il dott. Giorgio è apparso troppo qualificato per il Comune di Cassano: “potrebbe aspirare a ben altri incarichi”, ha detto la Di Medio; mentre per la dott.sa Giorgio la nomina cozzerebbe con il principio di rotazione degli incarichi, che però – ha ribadito Santorsola – non c’entra nulla con l’OIV.
Il sospetto, nient’affatto celato, dei Consiglieri di opposizione è che si siano voluto nominare componenti più “malleabili” da parte dell’Amministrazione per favorire con le premialità questo o quel Dirigente più fedele. Ipotesi smentita dalla Sindaca e dall’Assessora Annamaria Caprio che ha la delega alla organizzazione del personale.
La mozione è dunque stata respinta con 9 no e 5 sì.
La seconda mozione riguardava, come detto, il progetto di costruzione di una piscina a Grumo Appula, con i soldi del Piano di Zona.
Teodoro Santorsola ha presentato una lunga e dettagliata relazione, ricca anche di documenti inediti (qualcuno dei quali pare non sia mai arrivata all’attenzione di alcuni Consiglieri di maggioranza…) che dimostrano come su quell’atto c’era il pieno assenso della Di Medio, così come, fra l’altro, lei stessa ammetteva in risposta ad una interpellanza delle minoranze e smentendo, però, quanto detto in Consiglio lo scorso ottobre (“quella delibera non conta niente….”.).
La mozione della minoranza chiedeva alla Di Medio di ritirare la firma dall’atto deliberativo del Piano di Zona e di far annullare, di conseguenza, tutti gli atti conseguenti in modo tale che il Coune di Cassano si sfili da ogni progettazione in merito alla struttura sportiva.
Alla mozione, la maggioranza, per bocca del vice-Sindaco Angelo Giustino ha contrapposto una “dichiarazione” con la quale si sottolinea che nessuna firma è mai stata posta dalla Di Medio su quell’atto e che lo stesso è andato oltre le intenzioni della stessa Sindaca e di altri amministratori presenti nella riunione del 2 agosto 2018.
Chi ha inserito, dunque, quella volontà della Di Medio di procedere con il “project financing” sulla piscina? E perché non si è subito bloccato il Sindaco D’Atri sulla volontà di andare avanti con la progettazione, con i soldi del Piano di Zona?
La Sindaca cassanese ha fatto intendere che vi erano equilibri da mantenere, buoni rapporti fra istituzioni all’interno dell’Ufficio di Piano di cui Grumo è capofila ma a questo punto “siamo pronti anche al Commissariamento – ha detto la Di Medio – perché le cose che ho sentito non mi sono piaciute e temo che si potrebbero essere problemi nei prossimi mesi”.
Una sorta di ripicca, cioè, da parte del Comune capofila che potrebbe anche bloccare ogni progetto per le fasce deboli della popolazione? Vedremo.
La mozione, comunque, è stata respinta con 8 no (assenti Pasquale Campanale, Francesco Cavalluzzi, Filippo Panzarea e Francesca Marsico) e 4 sì delle opposizioni (assente Linda Catucci).
L’ultimo punto all’ordine del giorno (Interrogazioni e interpellanze) è stata rinviato ad altra data.
