Sanità: distratti 56 milioni dalla Fondazione Maugeri. 6 arresti

L’ex assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Antonio Simone (con la Dc nei primi anni novanta) e altre 5 persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sulla Fondazione Maugeri di Pavia, centro di eccellenza della sanità lombarda, dalla quale secondo i magistrati sono stati distratti 56 milioni.
La vicenda è una “costola” dell’inchiesta sul dissesto del San Raffaele. Simone è stato assessore delle giunte lombarde tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta ed è uno storico esponente di Comunione e Liberazione ed il suo nome era comparso nell’inchiesta sul crac del San Raffaele. Gli ordini di custodia cautelare hanno colpito anche diversi dirigenti della Fondazione e per Pierangelo Daccò, già in carcere per l’inchiesta sul crac del San Raffaele, per la quale proprio oggi sono stati chiesti sette rinvii a giudizio. Proprio Daccò rappresenta il collegamento tra le due indagini. Le accuse sono, a vario titolo, associazione a delinquere aggravata dal carattere transazionale e finalizzata al riciclaggio, appropriazioni indebite pluriaggravate, frode fiscale ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Le altre tre persone colpite dal provvedimento del gip Vincenzo Tutinelli sono il direttore amministrativo della fondazione Maugeri Costantino Passerino, il consulente Gianfranco Mozzali, il commercialista Claudio Massimo.
Per Umberto Maugeri, presidente dell’omonima fondazione che gestisce alcune cliniche in Lombardia, sono stati disposti gli arresti domiciliari, tuttavia risulta formalmente irreperibile perché si troverebbe all’estero. Gli investigatori ritengono tuttavia che Maugeri farà presto rientro in Italia. Per lui il gip ha disposto una misura cautelare più lieve in ragione della sua età (il presidente della fondazione è infatti ultrassettantenne).
I fatti contestati sono relativi a un periodo che va dal 2004 al 2011. A tutti è contestata l’associazione a delinquere transnazionale finalizzata al riciclaggio, appropriazioni indebite, frodi e emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il solo Daccò deve rispondere alcune attribuzioni fittizie di beni (tra Milano, Lussemburgo, Lugano, Vienna). La stessa ipotesi di reato è stata attribuita a Passerino, Mozzali, Massimo e Maugeri tra il 2006 e lo scorso anno. Per Simone l’accusa è riciclaggio (dal 2004 al 2011), mentre il solo Massimo è anche accusato di emissione di false fatture.
Tratto da www.ilfattoquotidiano.it